Firenze, 25 lug. - (Adnkronos) - "L'ospedale ha agito in piena trasparenza" dopo l'errore di trasfusione avvenuto all'ospedale fiorentino di Careggi, "dopo due ore i familiari sono stati avvertiti ed entro 24 ore, rispetto alle 48 previste, sono stati informati la Direzione regionale del diritto alla salute e il Ministero della Sanita"'. Lo ha spiegato Valter Giovannini, direttore generale di Careggi, in merito alla morte di un uomo di 60 anni avvenuta a seguito di un'errata trasfusione di sangue, destinata invece a un altro paziente, suo vicino di letto. L'uomo e' rimasto ricoverato 37 giorni, dal 14 giugno al 20 luglio, data della morte. Il sessantenne e' stato ricoverato per una gangrena ischemica all'arto inferiore e per gravi problemi circolatori e renali. Il 15 giugno l'arto e' stato amputato e il paziente trasferito in terapia intensiva. La trasfusione errata e' stata fatta il 9 luglio alle 19. Alle 19.15, secondo la cronologia resa nota da Careggi, il personale sanitario ha rilevato l'errore e interrotto la trasfusione, allertanto il centro trasfusionale, i medici rianimatori e i nefrologi per le terapie. Alle 21 il paziente ha presentato un peggioramento delle condizioni con instabilita' respiratoria e circolatoria, con necessita' di terapia farmacologica e ventilazione meccanica. Alle 22 i familiari sono stati avvertiti dell'errore e alle 23.30 il paziente e' stato trasferito in terapia intensiva cardiologica medico chirurgica dove e' monitorizzato e sottoposto a dialisi continua. Dall'11 luglio il paziente ha ricevuto le cure del caso e ha avuto un decorso clinico di lieve miglioramento, fino ad essere in grado di respirare senza ausili meccanici il 16 luglio. Ma successivamente le condizioni del paziente si sono nuovamente aggravate fino al decesso del 20 luglio alle 12.40.



