Prato, 26 lug. - (Adnkronos) - Con i lavori di ampliamento del nuovo Museo in stato di avanzamento, il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato stipula la nuova convenzione triennale 2012 - 2014 con la Regione Toscana. L'obiettivo e' quello di continuare a promuovere la Toscana come laboratorio sui linguaggi del contemporaneo, ma anche come Regione che po'o' offrire il meglio dell'arte di ogni tempo, che non si ferma alle meraviglie del Rinascimento ma che per sua storica natura punta, investe e crede nel valore della cultura e delle arti. Con l'accordo triennale, la Regione sosterra' il Centro Pecci nella promozione dell'arte, dell'architettura e della cultura contemporanea attraverso la programmazione di mostre ed eventi ma anche con attivita' di formazione del pubblico e di documentazione presso la propria biblioteca. Sul piano strettamente regionale, il Centro Pecci e' invitato a collaborare e a mettere a disposizione la propria professionalita' e conoscenza nei confronti degli enti e delle istituzioni presenti sul territorio regionale, al fine di valorizzare spazi ed eventi importanti per il sistema regionale della cultura. Al Pecci e' stata anche affidata la tutela, la valorizzazione e la conservazione delle opere dell'architetto Leonardo Savioli, dopo che la Regione ne ha avuto donazione dalla vedova Flora Wiechmann. Soddisfazione per l'accordo e' stata espressa dal Sindaco Roberto Cenni, il quale anche al fine di raggiungere questo risultato, ha mantenuto a se' la carica di Presidente del Museo: "La firma della convezione triennale e' un passo fondamentale verso l'apertura del nuovo Museo Pecci, ne rinnova la governance e ne garantisce il finanziamento insieme al Comune di Prato, da sempre suo principale sostenitore". "L'investimento della Regione sul Museo Pecci, centro regionale per l'arte contemporanea - ha affermato l'assessore regionale alla Cultura, Cristina Scaletti - e' la conferma della scelta a favore del sostegno al mondo dell'arte e della cultura, in controtendenza a quanto sta operando il governo con la manovra di revisione della spesa in atto, che invece rischia di penalizzare sotto ogni punto di vista questo essenziale capitale nazionale anche in termini di crescita sociale e di lavoro".



