Bolzano, 26 lug. - (Adnkronos) - A Bolzano, il maestro che tre anni fa era finito nella rete degli inquirenti perche' accusato di atti di pedofilia in classe ai danni dei propri alunni, ora deve rispondere di possesso di materiale pedopornografico. L'inchiesta e' partita l'anno scorso. Gli agenti della polizia postale di Roma erano sulle tracce di una vasta rete di persone che acquistava continuamente fotografie e video con bambini. Alla fine, gli agenti romani hanno avvisato i colleghi di Bolzano, che hanno effettuato una perquisizione a casa dell'ex maestro. La polizia ha sequestrato il pc dell'uomo, che non ha potuto fare altro che ammettere di aver acquistato le fotografie. Due anni fa, l'ex maestro, che oggi ha 50 anni, era stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, con la sospensione della pena, perche' accusato di violenza sessuale nei confronti dei propri alunni. Il giudice - a suo tempo - aveva riconosciuto la sussistenza dell'ipotesi piu' lieve del reato. Con una considerazione finale importante: i bambini, vittime di toccamenti solo apparentemente casuali, non avrebbero mai avuto la sensazione di essere oggetto di attenzioni morbose o innaturali da parte del loro maestro. Anche per questo, la quantificazione del risarcimento riconosciuto ai genitori, che si erano costituiti parte civile, era rimasta ancorata a cifre tutto sommato modeste. A tutti le famiglie coinvolte l'imputato aveva offerto 2.500 euro. In quattro avevano accettato e si erano ritirati dal processo. Le altre sei famiglie avevano ricevuto 5 mila euro.



