Taranto, 28 lug. (Adnkronos) - I rappresentanti dell'Ilva Spa, la piu' grande acciaieria del continente, conoscevano bene le prescrizioni stabilite a livello europeo "cosicche' - scrive il gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco nell'ordinanza con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari per otto tra dirigenti ed ex dirigenti nell'ambito dell'inchiesta sul presunto inquinamento ambientale del siderurgico - non possono invocare alcuna buona fede per giustificare le persistenti, gravissime inerzie accertate nel corso delle indagini" e che "costituiscono solo il frutto di una pervicace politica aziendale ispirata esclusivamente dalla logica del profitto, a detrimento della tutela dell'ambiente e della salute dei lavoratori e dei cittadini". I vertici dell'Ilva hanno partecipato alle riunioni nelle sedi europee nelle quali viene stabilito ufficialmente per gli stati dell'Unione "quali siano le migliori tecnologie, i migliori strumenti, le migliori procedure operative, ecc., disponibili nel campo della produzione di ferro e acciaio, ai fini della prevenzione e riduzione dell'inquinamento da emissioni industriali". "Non puo' essere sfuggita, poi, ai vertici dell'Ilva - continua il gip - l'importanza, evidenziata anche dai periti chimici in sede di esame, rivestita dalle disposizioni comunitarie espressamente richiamate dalla Decisione di Esecuzione della Commissione Europea sopra riportata (del 28 febbraio 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea l'8 marzo e acquisita all'incidente probatorio del 30 marzo ndr), che ancorano ai non superabili 'livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili indicati nelle decisioni sulle conclusioni sulle Bat' (best available techniques ndr) i valori limite di emissione che l'autorita' competente statale e' tenuta a fissare e a far rispettare, sia in sede di rilascio dell'autorizzazione sia successivamente".



