Roma, 19 lug. (Adnkronos) - Sono tante le ferite inferte ai paesi toccati dal terremoto dello scorso maggio. Il Fai, Fondo Ambiente Italiano vicino alle popolazioni colpite dalle disastrose scosse, si e' subito attivato per intervenire coerentemente con la propria funzione civile e il proprio know-how. E dopo un confronto con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna e con il Sindaco di Finale Emilia, ha deciso di agire offrendo un contributo forte e concreto per il restauro del settecentesco Municipio di Finale Emilia e chiede ai propri iscritti e a tutti gli italiani di mobilitarsi per sostenere la ricostruzione di quello che e' il centro della vita cittadina di quel paese: un atto dovuto e rivolto alla collettivita' prima ancora che al monumento stesso. "Mettiamo la nostra competenza al servizio della ricostruzione dopo il terremoto, mobilitandoci per il restauro di un bene fondamentale per la rinascita di Finale Emilia - dice la presidente Ilaria Borletti Buitoni - Il Fai vuole dare un segnale concreto di sostegno alle popolazioni provate dal sisma con un progetto nel quale metteremo tutto il nostro impegno per realizzare in tempi brevi questo obiettivo". Epicentro della prima scossa dello scorso 20 maggio, Finale Emilia e' il luogo che per primo e' stato toccato dalla furia del terremoto che ha devastato le abitazioni, le fabbriche, oltre a numerose testimonianze del patrimonio artistico tra cui il Duomo, la Torre dell'Orologio - le cui immagini hanno fatto il giro del mondo - il Mastio della Rocca Estense e il settecentesco Municipio, che ha subito numerosi danni sia all'interno dell'immobile che alla facciata principale, con il crollo della torretta campanaria che scandiva con i suoi rintocchi la vita della cittadina. (segue)



