Roma, 24 mag. - (Adnkronos) - Il presidente della Regione Sardegna ha abbandonato il Tavolo sul federalismo in corso a Roma al ministero degli Affari regionali e ha consegnato al ministro Piero Gnudi la diffida "ai competenti uffici e organi dell'amministrazione statale e per essi il presidente del Consiglio, il Ministero dell'Economia e la Ragioneria Generale dello Stato con contestuale messa in mora a voler provvedere al riconoscimento delle maggiori entrate e all'attribuzione, entro 30 giorni, delle somme dovute". E' questo il contenuto della diffida e messa in mora annunciata stamane a Roma da parte del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, durante l'incontro con il ministro per gli Affari Regionali e che in giornata sara' notificata dall'ufficiale giudiziario al presidente Monti. "La Sardegna - ha dichiarato il presidente- non sta chiedendo misure assistenzialistiche, ma rivendica cio' che ad essa spetta di diritto in base alle norme vigenti". L'atto fa riferimento anche a due sentenze della Corte Costituzionale: la prima (n. 99 del 2012), che ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso dallo Stato contro la Finanziaria Regionale, dimostra che la Regione puo' fare affidamento sulle entrate derivanti dall'art. 8 dello Statuto sardo, che puo' e deve contabilizzarle; la seconda (n. 118 del 2012, riguardante il patto di stabilita', ha confermato che lo Stato e' tenuto a prendere atto delle maggiori risorse regionali risultanti dall'entrata in vigore dell'articolo 8 dello Statuto. (segue)




