(Adnkronos) - Gli interventi di diversi relatori hanno sottolineato che, nel quadro europeo, l'Italia e' ormai uno dei pochi paesi che non prevede la possibilita' di incontri in spazi dedicati e fino ad massimo di 72 ore, come avviene in Finlandia o in Russia, durante i quali i detenuti possono vivere vicini ai propri familiari e avere rapporti di intimita' con il coniuge o il partner. In conclusione dei lavori Franco Corleone, coordinatore dei Garante dei detenuti, ha ricordato che "la questione, come molte altre in Italia, e' riconducibile alla lentezza dei processi culturali e politici". Corleone ha sottolineato che del tema si discute ormai dal 1996. "Nel 2000", ha spiegato, "si introdusse la possibilita' delle visite lunghe nel regolamento carcerario, ma il Consiglio di Stato le proibi' con la motivazione che serviva una legge ad hoc. La legge non e' mai arrivata". In virtu' delle eccezioni di costituzionalita' sollevate dal tribunale di sorveglianza di Firenze Corleone si e' augurato "che la politica abbia un sussulto di vitalita', decidendo di anticipare con una legge il pronunciamento della Corte". Corleone ha ricordato che in Europa ci sono molti modelli a cui ispirarsi, "ma serve superare due aspetti culturali importanti. Il primo e' quello di fare resistenza alla sperimentazione. Il secondo e' che in Italia il sesso e' visto e utilizzato come strumento di potere, mentre quando se ne parla come diritto della persona tutti diventano moralisti".




