(Adnkronos) - L'indagine ha anche svelato l'alleanza stretta per volonta' dei capi dell'ala bidognettiana del clan dei Casalesi con il clan Mallardo attivo a Giugliano e il clan Licciardi attivo a Miano, quartiere a nord di Napoli. Nella circostanza furono arrestati cinque uomini, Alessandro Abbamundo, Enrico Stasi, il fratello Salvatore, Luigi Topo e Cosimo Migliore. Tornando ai due arresti odierni, ulteriori approfondimenti investigativi, confermati dalle concordanti dichiarazioni di alcuni pentiti del clan Bidognetti avrebbero consentito di accertare le attivita' di favoreggiamento poste in essere da Antonio Manzo e Rosaria Di Giacomo. I due indagati avrebbero messo a disposizione del clan, lo stabilmento balneare gestito da Manzo e l'abitazione della Di Giacomo. In questi luoghi si tenevano i summit nel corso dei quali venivano pianificate le strategia criminali del cosiddetto 'Gruppo misto'. In base alle indagini svolte dalla squadra mobile di Caserta il titolare di un lido inizialmente si era rifiutato di pagare la tangente fu condotto con la forza presso l'abitazione di Rosaria Di Giacomo e riceveva la somma di 4-500 euro ogni volta che ospitava i camorristi per i loro summit. In casa della Di Giacomo gli emissari dei Casalesi minacciarono il gestore del lido balneare puntandogli una pistola in bocca e inducendolo cosi' a cambiare atteggiamento e pagare la tangente. Nello stabilimento balneare "Lido Felix" situato in locali Ischitella a Castelvolturno gli affiliati al clan Bidognetti nascondevano pistole e kalashinkov per poi andarle a prendere in caso di necessita'.




