Roma, 14 nov. (Adnkronos) - La pianista canadese Angela Hewitt, considerata da parte della critica internazionale una delle massime interpreti di Johann Sebastian Bach, dara' vita al progetto sull"Arte della Fuga' del compositore tedesco alla Iuc (Istituzione Universitaria dei Concerti) di Roma. Opera estrema del genio di Lipsia, l"Arte della fuga' e' uno dei momenti piu' alti della crativita' di Bach e proprio sulla grande figa a quattro voci la mano del compositore si fermo', nel 1750, a causa della morte. Il progetto e' articolato in tre momenti, una conferenza-concerto e due concerti, che si svolgeranno nell'aula magna dell'Universita' 'La Sapienza', i primi due appuntamenti sono per martedi' 20 novembre, il terzo e ultimo per il 26 marzo. Martedi' prossimo alle 11.30, in una conferenza-concerto della serie 'Musica Pourparler' intitolata 'Il mio Bach', Hewitt parla del suo legame speciale con questo compositore, illustrando le sue idee con esempi al pianoforte. Questi incontri della mattina sono pensati particolarmente per gli studenti, ma in questo caso si rivolgono a tutti gli ascoltatori, soprattutto a quelli che assisteranno al concerto serale. Sempre martedi' 20, infatti, nel concerto delle 20.30, Hewitt esegue al pianoforte la prima parte dell"Arte della fuga', cioe' i primi dieci Contrappunti. Bach non forni' indicazioni sugli strumenti che dovevano eseguire questa musica, probabilmente perche' riteneva che la veste strumentale fosse un fatto secondario rispetto all'essenza delle note. Hewitt eseguira' col pianoforte anche altri brani, tra i quali un Corale originariamente destinato all'organo (Nun komm' der Heiden Heiland, BWV 659), il Siciliano (dalla Sonata per flauto in mi bemolle maggiore, BWV 1031) e la Sinfonia in re maggiore per orchestra (dalla Cantata n. 29 'Wir danken dir, Gott'). Le trascrizioni per pianoforte di questi tre brani sono di Wilhelm Kempff, uno dei piu' grandi pianisti del '900. Completa il concerto la Sonata in La maggiore, op. 101 di Ludwig van Beethoven, il cui finale, un grandioso fugato, e' un implicito omaggio a Bach da parte di un grande musicista di un'altra epoca.




