Roma, 19 set. (Adnkronos) - Ci hanno allietato la vita. In alcuni casi ce l'hanno addirittura spiegata. Certo e' che le emoticon o smiley, 'le faccine' come spesso vengono chiamate, hanno cambiato la comunicazione digitale e non solo. Da quando sono comparse, esattamente 30 anni fa, "le nostre mail, gli sms e, ovviamente, le chat hanno qualcosa di piu' umano, che avvertiamo come piu' vicino al nostro sentire". Lo sottolinea all'Adnkronos Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione all'Universita' 'La Sapienza' di Roma. "Queste espressioni facciali semplificate che esprimono un'emozione -sottolinea il professore- sono l'ennesimo terreno in cui osserviamo un fenomeno che avviene nelle tecnologie, ma in realta' e' estremamente sociale. Infatti, con l'estendersi delle comunicazioni mediate dal web, che ha radici lontane, le persone si sono trovate a usare con maggiore forza di prima lo strumento 'vecchio' della tastiera e di quell'altra mini tastiera che e' il cellulare". All'inizio lo smiley "caratterizza soprattutto una comunicazione che non ha volto, in senso letterale. La semplice frase 'ci vediamo stasera a casa alle otto' con l'aggiunta di un'emoticon ha una tonalita' tutta diversa, puo' essere anche carica di sottintesi". "La creativita' umana, come spesso succede, ha hackerato tecnologie che ha poi modificato, facendo fare loro qualcosa per cui non erano state programmate -sostiene Morcellini- Prima e' arrivato il sorriso, poi i cuoricini, gli interrogativi, i dubbi, le arrabbiature, i baci. Sono ormai talmente tante le faccine, che ce n'e' per tutti i gusti". (segue)



