(Adnkronos) - La mostra e' costituita da una sessantina di scatti in bianco e nero: un estratto dell'immenso repertorio di due fotografi che hanno percorso strade, visitato mondi, incontrato persone (dai contadini agli intellettuali), utilizzando uno strumento visivo per scrivere soprattutto pagine di storia italiana e non solo della fotografia. Nella sala al primo piano della Fondazione i preziosi vintage di Pepi Merisio e al secondo piano una serie dei piu' noti ritratti di Mario Dondero. Fra le immagini in esposizione, di rilievo, il ritratto di Paolo VI (Merisio, 1964) dal servizio Una Giornata con il Papa e la fotografia di Mario Dondero che ritrae un gruppo di grandi scrittori e che a detta di Alain Robbe Grillet fu all'origine della nascita del movimento che prese il nome di Noveau Roman. E poi ancora: la contadina della Valle Cogne che nel periodo della fienagione, con orgoglio e un pizzico di ironia, trasporta sulle sue spalle e sul suo capo un enorme cesto di stoffa colmo di fieno (Merisio, anni Cinquanta), cui fa da contrappunto il contadino di Dondero ritratto nel 2002 che con sguardo fiero, ma solcato dalle rughe della fatica, mostra il suo strumento di lavoro.(segue)



