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Tremonti da Napolitano per presentare l'amara manovra

Tagli per 26 miliardi. E il ministro sembrerebbe aver posto la fiducia. "Così o me ne vado"
di Roberto Amaglio domenica 23 maggio 2010

2' di lettura

Deciso, diretto e con in mano quei faldoni pieni zeppi di numeri indiscutibili che farebbero venire la pelle d’oca a chiunque se li trovasse davanti. Così giovedì sera il ministro dell’economia Giulio Tremonti si è recato al Quirinale per illustrare al Capo di Stato Giorgio Napolitano i primi spunti della manovra salva-conti, discussa pochi minuti prima nel Consiglio dei ministri. Del resto non ci si può inventare nulla. C’è da tagliare tanto e presto. Normale quindi che chi è chiamato ad allargare o stringere (soprattutto stringere) il cordone del borsellino italiano si dia un gran da fare per rimettere in ordine i conti pubblici dopo i necessari quanto onerosi impegni presi in Unione Europea per salvare l’Euro. Misure che iniziano anche a trapelare, seppur con indiscrezioni non sempre confermate. Da quel che si sa, l’entità complessiva della manovra dovrebbe aggirarsi sui 26 miliardi, suddivisi su due anni. Chi dovrà versare le lacrime più amare saranno, come previsto, chi è in odore di pensionamento (modifiche nelle finestre), gli evasori e chi siede comodamente sulle poltrone degli enti pubblici inutili, per i quali è previsto un taglio orizzontale. Inoltre al centro dell’azione di Tremonti finiranno la spesa pubblica e gli statali, gli stipendi di politici e dirigenti della pubblica amministrazione (si parla di una soglia massima di 100 mila euro), oltre a un probabile nuovo riordino degli enti locali. In cantiere, inoltre, anche una misura per mettere sotto controllo la Protezione Civile e le sue ordinanze. E, sempre rimanendo nel campo delle supposizioni, sembrerebbe che Giulio Tremonti non abbia alcuna intenzione di fare sconti a nessuno. In caso di modifiche alla manovra o di “assalti alla diligenza” (per utilizzare una formula di moda) nel corso del consiglio dei ministri di martedì prossimo, il ministro sarebbe anche pronto a rassegnare le sue dimissioni. "La crisi è peggiore di quello che si pensa”, avrebbe sottolineato Tremonti nel corso del Consiglio dei Ministri che ha preceduto alla sua salita al Colle. E per scoprirlo bisognerà attendere solo qualche ora: oggi pomeriggio, infatti, si riunirà per la prima volta a Bruxelles “task force" dei 27 sulla governance economica europea. Sarà quella la sede per fare il primo punto sulla situazione del Vecchio Continente e pianificare i prossimi, necessari passi per il 2011.

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