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Magistratura, un degrado senza fine: le toghe sono incapaci di auto-riformarsi

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È tanto strepitoso lo stato di degrado della magistratura, tanto grave, che non è più nemmeno il caso di far finta che il problema sia loro e risolvibile da loro, i magistrati. Il problema è nostro. Confidare che facciano ciò che essi chiedono agli altri di fare - cioè pulizia in casa propria, come dicono- sarebbe sbagliato prima che inefficace: perché a un potere corrotto e delinquenziale, irresponsabile, eversivo, auto-conchiuso in un'impunità minacciosa e ricattatoria, insomma a un potere ormai apertamente rivolto al fine esclusivo di perpetuare sé stesso, e che nel perpetuarsi si abbandona all'indecenza di abusi sempre più offensivi, non si può affidare il compito di correggere le proprie perversioni. 

 

Perché sono tali per noi che le guardiamo e le subiamo: non per loro che vi si esercitano nell'autonomia e nell'indipendenza cui fanno appello per continuare nell'opera solita, e cioè la devastazione delle istituzioni repubblicane, l'attentato all'effettività dell'organizzazione democratica rappresentativa, la sistematica violazione dei diritti individuali. 

 

Che quel potere sia stato ottenuto, cioè usurpato, con il conforto assicurato da una classe politica o compiacente o intimorita, e con il contributo di un sistema dell'informazione mafiosamente associato alla malversazione giudiziaria, spiega ma non assolve la mancanza di riprovazione con cui l'opinione pubblica, finora, ha reagito allo scandalo. Un'altra magistratura bisogna meritarla, e per meritarla bisogna dare alla magistratura che c'è quel che si merita: sfiducia.

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