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Travaglio, "Corea del...": raffica d'insulti al "cosiddetto ministro" Nordio

Corea del Nordio, è il titolo scelto da Marco Travaglio per l’editoriale in cui critica pesantemente praticamente tutto ciò che ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il direttore del Fatto Quotidiano è arrivato persino a mettere in dubbio che facesse davvero il magistrato: "Il cosiddetto ministro della Giustizia Carlo Nordio lancia nuovi anatemi a grappolo contro il mestiere che faceva (così almeno pare) fino all'altroieri". Insomma l'idea di riforma della giustizia palesata da Nordio proprio non gli va a genio. Già, perché il Guardasigilli vuole toccare le intercettazioni, restringerne le possibilità di utilizzo e le possibilità di rovinare vite e far fuori avversari politici. Tutto ciò che Travaglio non potrebbe mai digerire.

 

 

Le intercettazioni sono state definite dal ministro uno “strumento micidiale di delegittimazione personale e politica, “violazione blasfema della Costituzione” nonché minaccia “alla riservatezza e all’onore”. Inoltre in Italia le intercettazioni “crostano troppo e sono troppe rispetto alla media dell’Ue e dei Paesi anglosassoni”. Secondo Travaglio tutto ciò rientra nella “solita chiacchiera da bar dei governi di Berlusconi e i suoi derivati”. Per contestare la tesi di Nordio il direttore del Fatto ha tirato fuori uno studio comparativo risalente al 2006 della commissione Giustizia del Senato. 

 

 

“L'Italia aveva ogni anno 100 mila bersagli intercettati (utenze, non persone, che possono usare più schede), per l'80% in indagini di mafia, cioè molte meno che nelle altre democrazie, dove però è impossibile contarle. Qui si sa quante sono perché la magistratura deve autorizzarle tutte”, mentre negli altri Paesi si intercetta senza passare dal giudice, con il numero che diventa incontrollabile. “Lo sapeva anche Nordio - scrive Travaglio - che solo nell'inchiesta sul Mose del 2014 ottenne 35 arresti e indagò 100 persone in base a migliaia di intercettazioni. Oppure già allora la pensava come oggi. Nel qual caso, sorge un dubbio atroce: chi faceva le indagini che lui firmava?”. Insomma, un Travaglio scatenato, ovviamente. E secondo il direttore del Fatto, quella di Nordio "è la solita chiacchiera da bar dei governi di B. e i suoi derivati". Nervi tesissimi...