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Carlo Nordio monumentale: lezione agli spioni, cosa ha detto

Carlo Nordio

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Nel seguente stralcio, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde, nel corso di una seduta della Commissione giustizia del Senato in cui lo stesso ministro illustra le linee programmatiche del suo dicastero, a una domanda del senatore Roberto Scarpinato, ex magistrato e attuale senatore del Movimento 5 Stelle, sul rischio - a detta di Scarpinato - di «depotenziamento delle capacità di risposta del sistema penale al fenomeno della corruzione», e questo con particolare riferimento alla «riduzione dell'area di applicazione del reato di abuso di ufficio» e al «taglio alle spese di intercettazioni». Ecco dunque la risposta di Nordio.

 

Questa valutazione è stata fatta in ambito politico in questi giorni, ed è stata fatta in qua rant' annidi procura della Repubblica, ruolo che ho avuto l'onore di ricoprire prima nel 1982 del indagando sulle Brigate Rosse e ricevendo a casa spesso lettere con la stella a cinque punte; poi indagando sulla Tangentopoli veneta tra il 1992 e il 1996, mandando a giudizio tutti i vertici dell'allora pentapartito - Democrazia Cristiana, Partito Socialista, ministri come De Michelis, Bernini, presidenti di regione; indagando sulla mafia del Brenta, la banda Maniero, indagando su tutti i sequestri di persona che hanno vulnerato la nostra regione negli anni Ottanta e Novanta, e per quanto riguarda la corruzione concludendo la mia carriera coordinando l'inchiesta del Mose, di fronte alla quale la corruzione e gli sprechi di Mani Pulite degli anni Novanta, compresa Milano, impallidiscono, perché corruzione e sprechi del Mose hanno portato a una cifra che grosso modo abbiamo contabilizzato in poco meno di un miliardo di euro. Quindi lei mi consentirà di parlare non ex cattedra, ma con una certa esperienza di questo (argomento).

 

 


EFFICACIA PLATONICA
Ho maturato la convinzione prima di tutto che l'intimidazione della norma penale così come è comminata, e che non è quasi mai irrogata, abbia un'efficacia intimidatoria puramente platonica. Va da sé che lo Stato deve prevedere pene molto severe per i gravi reati, va da sé che il giudice le deve irrogare in modo non dico esemplare ma equo, e va da sé che debbano essere eseguite come ho detto prima in modo certo. (Per quanto riguarda il reato di abuso di ufficio) Abbiamo avuto 5.400 procedimenti nell'anno 2021 e si sono conclusi con 9 condanne davanti al Gip e 18 condanne davanti al dibattimento, che significa che a fronte di circa 5.500 indagini abbiamo avuto poco più di una ventina di condanne.

Se noi mettiamo a confronto... Lei mi parla di costi e benefici, lei ha abbastanza esperienza per sapere cosa significa un processo per abuso di atti d'ufficio, significa fare un processo al processo, perché significa ricostruire l'iter amministrativo che ha dato luogo a un atto illegittimo, e significa ricostruire il dolo o il doppio dolo che è stato alla base, o sarebbe stato alla base, di chi ha commesso quell'atto amministrativo. Il costo medio di uno di questi processi è in termini di risorse umane e materiali insostenibile, perché il numero di udienze medie per un reato di abuso di atti di ufficio è di circa tre o quattro, perché ripeto occorre una tale acquisizione di materiale cartaceo e di pareri più o meno interessanti, illuminati, di consulenti e periti, che confondono i magistrati e alla fine si riducono - carta canta, come si dice - in assoluzioni o archiviazioni o non luogo a procedere. Il fatto che si debba avere una prospettiva di 27 condanne a fronte di 5.400 e passa indagini dà già una risposta economica al problema.


Per quanto riguarda le intercettazioni, esse ci costano mediamente 200 milioni l'anno - lei ha posto la domanda in termini economici, io rispondo in termini economici. Nessuno dubita che in certi reati, soprattutto di criminalità organizzata, le intercettazioni siano utili, talvolta indispensabili. Personalmente, credo che le più utili siano quelle preventive, che vengono autorizzate dal pubblico ministero e hanno il vantaggio di rimanere secretate, sotto la responsabilità di chi le ha autorizzate, e con la conseguente individuazione di chi un domani le divulgasse, ne consentisse la diffusione. Premetto subito che su questo punto questo ministro sarà estremamente rigoroso: ogni qualvolta un domani uscissero usciranno violazioni del segreto istruttorio in tema di intercettazioni, la ispezione sarà immediata e rigorosa. Non è più ammissibile che, non si sa da quale parte provenienti, conversazioni che riguardano la vita privata di cittadini che non sono nemmeno indagati e finiscono sui giornali: questo non è tollerabile e non sarà tollerato, almeno nella parte in cui questo ministro ha competenza.


SOLDI PER LE CARCERI
Quindi, il taglio delle intercettazioni: perché? Perché anche qui la montagna ha partorito il topolino. A fronte di duecento milioni l'anno di intercettazioni, quando non abbiamo i soldi per ristrutturare le carceri, dove vengono commessi suicidi perché non c'è l'assistenza psichiatrica, psicologica e medica, l'idea di spendere l'ottanta per cento di questi denari in intercettazioni che sono assolutamente inutili, perché le abbiamo viste, le abbiamo firmate, io stesso le ho firmate a Venezia come procuratore aggiunto, è assolutamente intollerabile.

 


In definitiva, io sono convinto che la lotta alla delinquenza... Non sono convinto che la magistratura debba lottare, sono convinto che la magistratura debba applicare la legge e che la lotta debba essere fatta dalla politica, dall'educazione, dal senso civico, ma poiché nell'attuale sistema il pubblico ministero è capo della polizia giudiziaria, non trovo improprio che si possa parlare di lotta da parte dei pubblici ministeri nei confronti della criminalità organizzata... Resta il fatto che la sproporzione tra i risultati che sono stati raggiunti da parte di molti pubblici ministeri, dà molte procure della Repubblica, o che non sono stati raggiunti, a fronte di spese enormi e abnormi attraverso le intercettazioni, sono assolutamente incompatibili sia con la civiltà giuridica, con l'articolo 15 della Costituzione che tutela la segretezza delle informazioni, e sia con il momento drammatico economico che stiamo attraversando, che non consente sprechi di risorse.

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