Il provvedimento

Riforma giustizia, cancellato l'abuso d'ufficio: ecco tutte le novità

Fabio Rubini

La prima parte della riforma della giustizia sbarca oggi nel Consiglio dei ministri fissato per le 18. Otto gli articoli che sono stati licenziati ieri nel pre-Cdm nel quale, soprattutto sulla cancellazione de reato di abuso d’ufficio, ha prevalso la linea del ministro Nordio. Politicamente parlando questo primo passo della riforma dovrebbe trovare terreno fertile in Parlamento non solo nel Centrodestra, ma anche da parte del terzo polo. Contrari invece sinistra e Anm. Ma andiamo per punti.

 

 

ABUSO D’UFFICIO

Questo reato verrà abolito. Del resto i numeri parlano chiaro: nel 2021 ci sono state 18 condanne in primo grado a fronte di 4.745 iscrizioni nel registro degli indagati. Di questi, poi, 4.121 sono stati archiviati. Numeri analoghi a quelli del 2022: 3.938 iscrizioni e 3.536 archiviazioni. La cancellazione dell’abuso d’ufficio, ovviamente, non significa che i reati contro la pubblica amministrazione non verranno più perseguiti, anzi verranno puniti più severamente con le norme vigenti rispetto a quanto previsto con l’abuso d’ufficio.

TRAFFICO D’INFLUENZE

Anche la fattispecie- mai definita con precisione- del traffico d’influenze subirà una sana cura dimagrante. In sostanza la dicitura «altra mediazione illecita», che risultava un po’ vaga, viene sostituita con la più puntuale: «La mediazione per indurre il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio (...) a compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio costituente reato dal quale possa derivare un vantaggio indebito». Inoltre viene eliminata l’ipotesi della «millanteria», che resta però punibile nel caso si presentino gli elementi della truffa. Anche in questo casoci sarà un inasprimento delle pene per chi sgarra.

INTERCETTAZIONI

Nel campo delle intercettazioni arriva finalmente una stretta alla loro divulgazione. In particolare i magistrati dovranno eliminare da relazioni e brogliacci tutte quelle intercettazioni di chi non è parte dell’indagine in corso. Insomma, se parli dei fatti tuoi con un amico, ma questi fatti non c’entrano con le indagini in corso, esse dovranno essere eliminate dai documenti processuali. E non è tutto: le copie delle intercettazioni relative al processo non potranno essere consegnate a un soggetto diverso dalle parti e dai loro difensori. Inoltre viene ampliato l’obbligo di vigilanza del pubblico ministero sulla redazione dei verbali.

CONTRADDITTORIO

Novità anche per quanto riguarda il contraddittorio preventivo, il cui utilizzo viene ampliato e si applicherà in tutti i casi in cui, nel corso delle indagini preliminari, non risulti necessario che il provvedimento cautelare sia adottato “a sorpresa”. In questo modo da un lato si eviterà l’effetto di questi provvedimenti sulle vite delle persone; dall’altro si metterà il giudice nelle condizioni di poter avere un’interlocuzione con l’indagato prima dell’adozione della misura. Questa nuova norma non verrà applicata nel caso in cui sussista un pericolo di inquinamento delle prove odi fuga dell’indagato; e nei casi di gravi delitti commessi con uso di armi o violenza personale.

CARCERE E APPELLO

In questo caso la riforma prevede che il Gip decida sull’arresto in carcere (la norma non vale per i domiciliari) in formazione collegiale. Sempre in questo ambito la riforma prevede anche l’assunzione di 250 nuovi magistrati di primo grado. Il ddl limita anche la possibilità dell’accusa di ricorrere in appello rispetto alle sentenze di proscioglimento relative a reati di «contenuta gravità».

AVVISO DI GARANZIA

Infine si cercherà di mettere un freno all’equazione: avviso di garanzia uguale condanna. Come? Da un lato l’avviso verrà “arricchito” con la descrizione sommaria del fatto, che attualmente manca. Dall’altro si stabilisce che la notifica debba avvenire con modalità che tutelino l’indagato da conseguenze improprie.