"Ne ho altre. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum". Così, sentito dal Corriere del Sera, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde alle polemiche suscitate dalle sue parole rilasciate domenica al Mattino di Padova sulla riforma della Giustizia.
"Il sorteggio rompe il meccanismo para-mafioso delle correnti", aveva scandito il Guardasigilli. Le reazioni delle opposizioni e della magistratura, schierate per il "No"alla riforma, sono state durissime. "Non è mica mio quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri. Perché io non sono nessuno. Queste parole le aveva detto Nino Di Matteo, nel 2019, a un quotidiano", ha sottolineato Nordio.
Contemporaneamente alle parole di Nordio sul Corsera, si segnalano quelle di Nicola Gratteri, intervistato da Repubblica. "Per me, queste parole non si commentano per nulla. O si commentano da sole. In ogni modo, inaccettabili", è il giudizio del procuratore di Napoli su Nordio. Gratteri, formalmente, non ha alcun ruolo nel Comitato per il No tuttavia da giorni è particolarmente attivo nel fare campagna contro la riforma della giustizia e la separazione delle carriere.
"Esprimendo la mia opinione in un paese democratico dove c'è la libertà di pensiero, ho detto che voteranno sì certamente le persone a cui il sistema, voluto dalla riforma, conviene", ha aggiunto Gratteri tornando sulle sue parole della settimana scorsa, che a loro volta avevano sollevato un polverone. "Voteranno per il sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente", aveva detto. La riforma "non conviene a chi non teme la magistratura, e anzi vuole, chiede, il controllo di legalità sulle azioni di tanti che possono avere rilievi di carattere penale", ha aggiunto ora Gratteri dalle pagine di Repubblica.




