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Referendum giustizia, meno 4%: una clamorosa indicazione dai sondaggi

martedì 17 febbraio 2026

2' di lettura

Sì o no. Lo scontro politico in questi giorni si consuma tutto sulla giustizia. Da una parte chi è a favore della riforma voluta dal ministro Carlo Nordio, dall'altra chi è contrario, proprio come l'Associazione nazionale magistrati. In vista del 22 e 23 marzo, quando gli italiani saranno chiamati a esprimersi, le ultime rilevazioni danno una sostanziale parità tra il Sì e il No e i sondaggisti su questo sono tutti d'accordo nel concordare che la recente rissa è di fatto una chiamata alle armi. Basti pensare alle parole di Nicola Gratteri sugli "indagati e i mafiosi che votano Sì" e a quelle del Guardasigilli sui "metodi para-mafiosi" delle correnti del Csm.

Eppure per Antonio Noto di "Noto sondaggi" tutto questo rischia di scoraggiare l'affluenza. Per Noto - riporta La Stampa - "gli italiani hanno bisogno di rassicurazioni, non di essere fomentati da un conflitto permanente" i toni degli ultimi giorni possono spiazzare: "Già registriamo gli effetti: solitamente la previsione di affluenza aumenta con l'avvicinarsi del voto, invece qui nell'ultima settimana abbiamo registrato un'affluenza minore di 3-4 punti. Non ho mai registrato un fenomeno del genere". E così davanti a uno scontro aspro "gli elettori meno politicizzati potrebbero non andare a votare. I cittadini meno schierati finiscono per non capire bene cosa accade votando Sì o No e potrebbero essere demotivati".

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Non di diverso parere Alessandra Ghisleri, per cui il botta e risposta serve sì "perché si parli del referendum", ma "i contenuti della riforma" finiscono in secondo piano. "Il tema vero è riuscire a convincere le persone non solo ad andare a votare, ma a farlo per la propria causa. Al momento il centrosinistra è molto lanciato sul messaggio politico". 

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Giustizia all'italiana, la abbiamo definita ieri, lunedì 16 febbraio, in prima pagina su Libero. Il nostro titolo di apertura del quotidiano, lo scandaloso caso di un clandestino condannato 23 volte e che però, per i magistrati, deve essere risarcito. In breve, la storia: un algerino con una infinita sequela di condanne alle spalle - tra cui tentate rapine e una donna pestata a sangue - dovrà ricevere 700 euro dal ministero dell'Interno come risarcimento per il fatto di essere stato in Albania in attesa del rimpatrio.

Un caso paradossale, grottesco, ma tremendamente reale. Un caso su cui decide di intervenire anche Giorgia Meloni. Il premier lo fa con un video, pubblicato sui suoi canali social, in cui riassume la vicenda e picchia durissimo contro una certa parte della magistratura. Di seguito, vi riportiamo il testo integrale dell'intervento di Meloni:

Un cittadino algerino, irregolare in Italia che ha alle spalle 23 condanne tra le quali lesioni per aver picchiato a calci e pugni una donna, non potrà essere trattenuto in un Cpr né trasferito in un centro in Albania per il rimpatrio.

Alcuni giudici hanno stabilito non solo che non ci sarà un'espulsione, ma che il ministero dell'Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione. 

Io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l'immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene sanzionato per aver provato a far rispettare le regole.

Ciò nonostante il governo continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per contrastare l'immigrazione irregolare e per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l'Italia sta portando avanti in Europa.

Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare. Il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa.

Accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile. E chi non intende farlo non è benvenuto in Italia.

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