Stiamo entrando nelle ultime fasi della campagna elettorale per il referendum sulla giustizia. E, secondo Livio Gigliuto dell'Istituto Piepoli ci sono due effetti che balzano subito all'occhio. Il primo riguarda l'affluenza. Come spiegato sulle pagine del Giorno, si registra una lieve crescita della quota di italiani intenzionati a recarsi alle urne, anche se il dato resta ancora sotto la soglia del 50%. Come spesso accade in questi casi, l'elettorato di centrosinistra è più attento al voto referendario. Ma c'è comunque distanza, anche perché c'è da segnalare la leggera flessione del Movimento Cinque Stelle. Quindi l'affluenza cresce, ma cresce per tutti.
Poi c'è da registrare un il riequilibrio di una competizione che, nelle prime fasi, appariva piuttosto sbilanciata a favore del Sì. Prima della campagna elettorale il "No" non era così compatto: circa un elettore su tre del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle, condividendo alcuni aspetti specifici del testo e in assenza di una forte pressione politica, si orientava verso il Sì.
Detto ciò, il "Sì" resta avanti nei sondaggi e torna a crescere di un punto. Anche se il distacco complessivo si è ridotto rispetto all'inizio della campagna elettorale. Stiamo parlando di un 54% contro il 46 dei promotori del "No". Poi ci sono i cosiddetti elettori indecisi: circa uno su cinque, che si dichiarano intenzionati a votare ma non hanno ancora scelto come.