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Immigrazione, "un obbligo per i magistrati": fine corsa per le toghe rosse

venerdì 27 marzo 2026

2' di lettura

Dopo il referendum sulla Giustizia, lo stesso ministro Carlo Nordio ha paventato il rischio di una "azione più invasiva delle toghe" su punti cruciali della politica del governo di centrodestra come sicurezza e immigrazione. Giovedì però il Parlamento Ue ha dato il via libera alla direttiva sui rimpatri, Hub e Paesi terzi che di fatto chiede al Consiglio Ue di recepire la linea-Meloni e gli accordi Tirana-Roma sull'immigrazione irregolare.

Un successo politico innegabile per l'esecutivo, che tanto ha puntato sul modello-Albania, e un colpo anche alla tendenza della magistratura nostrana a fare le barricate e ostacolare in ogni modo l'applicazione della legge nazionale a suon di ricorsi e cavilli. Basta pensare alle sentenze di Silvia Albano, giudice di Roma leader di Magistratura democratica, la corrente delle toghe più vicina al Pd.

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Intervistato dal Tempo, l'eurodeputato di Fratelli d'Italia - ECR Carlo Fidanza, non a caso, punge: "Sappiamo quanta fantasia abbiano esercitato i magistrati politicizzati sulla vicenda immigrazione. La sinistra nelle scorse settimane ha attaccato Giorgia Meloni per aver detto che una certa magistratura aveva liberato criminali e stupratori. Ma è esattamente quello che è avvenuto, nelle numerosissime volte che sono stati annullati ordini di trasferimento e di rimpatrio di stranieri pluricondannati".

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"Ora non vorremmo che, sull'onda dell'entusiasmo referendario, provvedimenti di quel tipo si moltiplicassero, perché magari qualcuno pensa di aver ricevuto una sorta di investitura popolare", scandisce Fidanza, che poi ricorda ad Anm, MD e dintorni: "I magistrati sono tenuti ad applicare le norme, ora addirittura confermate da un quadro giuridico europeo che non lascia più dubbi, non a interpretarle in modo ideologico al fine di impedire al governo di fare ciò per cui è stato votato. Mi auguro di sbagliarmi ovviamente. E comunque gli italiani stiano certi che andremo avanti, fedeli al mandato dei cittadini".

Il voto in Europa, aveva commentato giovedì lo stesso Fidanza, "rappresenta il terzo pilastro di una strategia che, come sapete, ha già riguardato altri due provvedimenti recentemente approvati: quello sul concetto di Paese terzo sicuro e quello sulla lista dei Paesi terzi sicuri. Questi tre pilastri della nuova strategia europea per contrastare l'immigrazione illegale sono il frutto dell'ispirazione, del lavoro e del modello che l'Italia e il governo di Giorgia Meloni hanno portato avanti in questi mesi. Con il voto di oggi ci sarà ancora qualche passaggio di finalizzazione, ma di fatto concludiamo un pacchetto di norme che ha visto il Governo italiano come ispiratore e noi, come gruppo di Fratelli d'Italia e dei Conservatori europei, protagonisti in quest'Aula nel costruire una maggioranza di centrodestra che si è manifestata su questi voti".

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