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Gabbie salariali, Zaia rilancia:

"Introdurle anche nel pubblico"

11 Agosto 2009

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Gabbie salariali, Zaia rilancia:
Gabbie salariali anche per il pubblico. È questa la proposta del leghista ministro dell'Agricoltura Luca Zaia: "Commisurare i redditi al costo della vita, anche nel Pubblico, costringerà il Mezzogiorno ad imparare a camminare con le proprie gambe - scrive il ministro  - le gabbie salariali non possono più essere un tabù, se si vuole il federalismo lo si deve volere fino in fondo" e anzi le gabbie salariali, sempre a detta del responsabile dell'Agricoltura "potrebbero essere il segno di una grande riscossa delle regioni meridionali". Secco il no del ministro Maurizio Gasparri: "Non c'è alcuna intenzione da parte della maggioranza di portare all'esame del Parlamento una legge che imponga differenze nei redditi tra Nord e Sud. La sola ipotesi contrasta con tutte le proposte finora avanzate dai gruppi parlamentari del PdL al Senato ed alla Camera che in un documento programmatico hanno fissato le linee guida, da discutere alla ripresa dei lavori parlamentari, modificabili e migliorabili, per il rilancio del Mezzogiorno", ha detto il presidente dei senatori del PdL, che cerca di rassicurare i sindacati e Confindustria: "Le nostre intenzioni non si discostano dalla loro: puntiamo alla flessibilità contrattuale che tenga conto della produttività e del costo della vita. Nessuna gabbia, quindi, che sarebbe ingiusta e discriminatoria e contro la quale ci opporremmo, ma l'individuazione di quegli strumenti di fiscalità di vantaggio che portino al Sud investimenti ed occupazione".
Anche la posizione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi è chiara e netta: nessuna gabbia salariale, ma salari legati al territorio e determinati dalla contrattazione decentrata. Sacconi, intervenendo al Tg1, ha spiegato come ci sia "un'unica posizione del governo, e quindi anche della maggioranza", una posizione che "affidi al contratto nazionale la difesa" del livello minimo salariale e conceda uno "spazio notevole alla contrattazione decentrata".
Parla di 'idea surreale' il portavoce del Popolo della libertà Daniele Capezzone riferendosi alla possibilita' di differenziazione dei salari stabilita 'da Roma' per legge. Nessuno l'ha mai presa in cosiderazione - continua Capezzone - agli amici della Lega dico tra l'altro che sarebbe una soluzione rigida e centralista.
Dall'opposizione continua la pioggia di critiche. Il candidato alla segreteria del Pd Bersani parla di modello 'impraticabile e inefficace'. 'C'é poco potere d'acquisto dei salari e dei redditi medio-bassi, al Nord come al Sud. E qui bisogna cominciare a provvedere per via fiscale', spiega. Attacca anche la Cgil: sono un ritorno agli anni '50.

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Commenti all'articolo

  • rosariopr

    19 Agosto 2009 - 08:08

    Ho vissuto in tutta Italia e sinceramente non riesco a capire come una mela prodotta in Trentino sul posto costi di più che in Sicilia, forse il commerciante al dettaglio del nord è meno onesto? perchè non rendere pubblico il prezzo di acquisto delle merci e quello di vendita magari fissando un tetto massimo di guadagno? ancora qualcuno mi deve spiegare perchè un kg. di pane va da 1,70 (il panificio dove compro il pane) a 7,00 € al kg (visto a Genova), secondo me il costo della vita va controllato, se il mercato libero non funziona allora che lo Stato controlli il mercato!!!

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  • allengiuliano

    16 Agosto 2009 - 14:02

    Caro Luca,(Ministro) te gavarisi de darghe un taio e con tianca el Bossi, a tutte ste bueae. Pensè a cose pi serie. El Veneto non ga bisogno de gabie e dialeto el ga bisogno de lavoro e de far andare avanti chel poco che se restà. Varda Marghera e te vedi el deserto. Ghe 'avorava diesemila omini, adesso i se come i despersi nel deserto. Domandaghe all'ENI e al to amigo Scaroni, cosa chel vol fare dea chimica a Marghera e in Italia. Queste se le robe da pensar!

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  • blues188

    14 Agosto 2009 - 14:02

    Linobrunetti :-) bravo mi hai fatto sorridere. Comunque la grande Cgil che bofonchiava di meritocrazia, di valorizzazione della responsabilità, di incentivi salariali per chi avrebbe saputo far di più e meglio, che fine ha fatto visto che (scontatamente) si mette di traverso alle saggie proposte leghiste?

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