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Marrazzo, copia del video

in possesso degli indagati

3 Dicembre 2009

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Marrazzo, copia del video

Copie del filmato che ritrae Piero Marrazzo in compagnia del trans Nathalie sono, tuttora, in possesso degli indagati; ne discende l'attualità del pericolo di reiterazione. Con questa motivazione i giudici del tribunale del Riesame hanno confermato la custodia cautelare  in carcere per due dei carabinieri indagati nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto caso Marrazzo, disponendo invece i domiciliari e la libertà per altri due militari. I carabinieri Luciano Simeone e Carlo Tagliente, che fecero irruzione nell'appartamento di via Gradoli lo scorso 3 luglio, secondo i giudici del Tribunale del Riesame, hanno inoltre “asservito la loro qualificata funzione di carabinieri ai fini deviati e devianti del crimine, mettendo in opera un metodico disegno delinquenziale in danno del presidente di una Regione scoperto in un contesto di privata e personalissima vita della propria sessualità”. È quanto si legge in una parte del provvedimento con il quale il Tribunale del Riesame presieduto da Francesco Taurisano il 26 ottobre scorso si è pronunciato sul ricorso presentato non solo da Tagliente e Simeone, ma anche da altri due carabinieri coinvolti nella vicenda: il maresciallo Nicola Testini, che però è stato scarcerato, e il carabiniere Antonio Tamburrino che è stato mandato agli arresti domiciliari, dal momento che si ritiene che nella vicenda Marrazzo abbia avuto un ruolo secondario, e cioè quello di cercare di vendere ad un'agenzia fotografica di Milano il filmato. Quanto a Tagliente e Simeone, nel provvedimento di 123 pagine si sottolinea ancora che “costoro hanno tradito e leso la funzione pubblica rivestita e vulnerato la naturale aspettativa del corpo sociale nei confronti di chi, come loro, esercita funzioni di tutela della comunità e di presidio di legalità. Essi, senza la controspinta di alcuno scrupolo hanno agito con risoluta determinazione mercificando i valori della lealtà e della salvaguardia della legalità, per conseguire un turpe profitto patrimoniale. Essi hanno realizzato il piano criminale, spinti da una incontrollata e irrefrenabile progressione criminosa”, come testimoniano i fatti presi in esame dal Tribunale.

Proprio Tamburrino, citato nelle motivazioni, conferma che “sicuramente” uno degli altri tre carabinieri è in possesso di una copia del video con Marrazzo. “Voglio precisare che il cd consegnatomi per portarlo a Milano in visione alla signora Carmen (la cotitolare dell'agenzia PhotoMasi, ndr) è una copia, così come esplicitamente dettomi da Luciano Simeone. Ciò significa che sicuramente uno dei miei tre colleghi, Luciano Simeone, Nicola Testini e Carlo Tagliente, è in possesso di una copia del filmato» è la dichiarazione spontanea resa da Tamburrino il 21 ottobre scorso ai magistrati e citata dai giudici del riesame.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    03 Dicembre 2009 - 20:05

    Marrazzo è un campanello d'allarme che sta ad indicare che in Italia si è strutturata una organizzazione a delinquere mafiosa ramificata che ha nelle mani tali e tantissime notizie bomba da mettere in ginocchio quasi tutta la classe politica,amministrativa e imprenditoriale facenti capo a qualsiasi partito. Chi ci governa e coloro che rappresentono l'opposizione,come nell'epoca delle BR sono tenuti a far quadrato per debellare questa maledetta piova e a far quadrato anche per ripulire ogni angolo sporco di questo Paese. Se non si farà, questo Paese potrebbe finire per essere gestito dalle varie mafie.

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