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Accusato di evasione. E' falsoMa Equitalia: "Paghi lo stesso"

Equitalia

Il fisco ammette l'errore, però intanto pignora 18mila euro a un ex primario. Che ora chiede il risarcimento dei danni patrimoniali e di immagine

Andrea Tempestini
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  di Alessandro Gonzato Equitalia colpisce ancora. Ma questa volta, a differenza di molti altri casi documentati negli ultimi tempi da Libero, la vittima non è un imprenditore caduto in disgrazia per l'impossibilità di riscuotere i crediti o un titolare d'impresa vessato da uno Stato sempre più in versione sceriffo di Nottingham.  Stavolta il bersaglio dell'ente di riscossione guidato da Attilio Befera è un luminare della medicina, il dottor Giovanni Mazzoleni, ex primario di chirurgia maxillo-facciale dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso, un medico conosciuto in tutto il mondo per essere stato il primo - sei anni fa - ad aver eseguito un trapianto dell'articolazione della mandibola e della base cranica: con quell'intervento la sua équipe riuscì a restituire il volto e una speranza di vita a una signora di 57 anni colpita da un tumore maligno.  A far finire l'ex chirurgo nelle fauci di Equitalia è stata una presunta evasione fiscale di 12mila euro riscontrata dall'Agenzia delle Entrate tra il 2006 e il 2008. Un colpo inatteso quanto ingiustificato. Una volta ricevuta la comunicazione, infatti, il dottor Mazzoleni, dopo essersi consultato con il proprio commercialista e sicuro di non aver sottratto un solo centesimo alle fameliche casse dello Stato, aveva deciso di non versare la somma, e per contestare la richiesta di pagamento si era quindi rivolto alla Commissione tributaria provinciale che, in primo grado e dopo che il medico nel frattempo aveva sborsato circa 4mila euro (ossia il 30% del totale richiesto, come prevede la legge) gli aveva dato ragione: dell'evasione, dunque, non v'era alcuna traccia.  Una sentenza confermata due anni dopo anche dalla Commissione tributaria regionale. Inevitabile, a quel punto, che il legale dell'ex chirurgo chiedesse ad Equitalia l'annullamento del debito che, intanto, con l'ammontare degli interessi era diventato di 18mila euro. Niente da fare. Per quattro anni l'ente che riscuote per conto dello Stato ha fatto spallucce, se n'è fregato di chiedere scusa alla vittima di turno e di mettere così fine a un vero e proprio calvario giuridico, nonostante due gradi di giudizio parlassero chiaro. Ma c'è di più.  Sì perché l'ex chirurgo di Treviso per non avere giustamente corrisposto nulla ad Equitalia, lo scorso giugno si era anche visto pignorare la pensione. Provvedimento annullato soltanto dopo cinque mesi e un nuovo intervento del suo legale che, a fronte dell'ennesimo caso di malaburocrazia all'italiana, ha recentemente deciso di presentare anche una richiesta di risarcimento danni di 3mila euro - una cifra simbolica - fa sapere l'avvocato,«giacché è evidente che l'immagine personale e professionale, oltre che la reputazione del mio assistito, sono state compromesse a seguito di tale episodio».  Equitalia evidentemente reputa sufficiente aver restituito la pensione indebitamente pignorata per 5 mesi. E così la richiesta di risarcimento è stata subito cestinata. Toccherà quindi al giudice di pace, a marzo 2013, dirimere la questione, con un ulteriore esborso da parte del dottor Mazzoleni. Che, grazie alla disponibilità economica frutto della sua brillante carriera, ha potuto battagliare con lo Stato per 7 lunghi anni. Ma da quando Equitalia decide di rifarsi sulle pensioni di migliaia di poveri disgraziati, è un'altra cosa. E la gente trema.  

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