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Decreto Sicurezza, monsignor Bagnasco: "Sì alla obiezione di coscienza", la Chiesa con Orlando e De Magistris

Giulio Bucchi
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Dalla Chiesa "sì all'obiezione di coscienza" dei sindaci ribelli contro il Decreto sicurezza. È il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei Vescovi europei, a entrare a gamba tesa contro Matteo Salvini dopo la rivolta di Leoluca Orlando a Palermo e Luigi De Magistris a Napoli. Leggi anche: "Golpe con effetti devastanti". Sindaci ribelli, la fosca profezia di Feltri "Penso che nessuno voglia essere sovversivo, però ci sono dei problemi che richiedono anche dei giudizi di coscienza", ha spiegato monsignor Bagnasco ai giornalisti. I sindaci "dovranno prendere le loro decisioni, verificarle ai livelli giusti e, comunque, l'obiezione di coscienza è un principio che viene riconosciuto, mi pare". "L'obiezione di coscienza riguarda obiezioni e valutazioni personali in merito a delle situazioni concrete - ha proseguito il cardinale -. Ognuno prenderà le proprie decisioni, sempre nel rispetto naturalmente di quello che è l'ordinamento. A me interessa che le persone che hanno un bisogno vero, serio e onesto possano trovare un aiuto perché fuggono da situazioni disperate. Essendo una cosa personale, bisogna che ognuno pensi a quello che ritiene, ripeto, all'interno dell'ordinamento generale". E pazienza se l'obiezione, rigorosamente anti-Salvini, manda in pezzi una legge dello Stato ma va nella direzione auspicata dalle tante associazioni, molte delle quali di orientamento cattolico, interessate dal "business dell'accoglienza e dell'integrazione". 

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