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Coronavirus, Fabrizio Pregliasco come Burioni: "Prepararsi al peggio, ricorrere ai piani pandemici"

Caterina Spinelli
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Anche Fabrizio Pregliasco segue la scia di Roberto Burioni. Per il virologo dell'Università di Milano le azioni prese dal governo negli ultimi giorni seguono "il principio worst case", in altri termini "il caso peggiore". "Ci si comporta come se stessimo per affrontare la famosa 'spagnola', cioè come se fossimo di fronte a un virus molto preoccupante - spiega in un colloquio con Repubblica -. Ci si prepara al peggio, ma per gestire al meglio una situazione, una malattia che al momento non ha farmaci o vaccini". Per Pregliasco, dunque, i contagi sono destinati ad aumentare anche se la "speranza è di spegnerli prima possibile e mi sembra siano state prese misure importanti e velocemente. Se poi i casi non si arresteranno bisogna tirare fuori i piani pandemici che già esistevano". Leggi anche: Coronavirus, Massimo Galli: "Contagio in contesto ospedaliero" Insomma, si tratta di un virus dilagante a tal punto che ancora non si conosce l'identità del paziente zero. "Al momento - conclude - si possono fare solo ipotesi. Potrebbe esserci stata qualche persona rientrata dalla Cina in una fase iniziale, quando non c'era tutta l'attenzione degli ultimi giorni". Magari in una famiglia, o un contesto chiuso, dove si è creata una situazione di incubazione degenerata con il tempo. 

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