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Roberto Burioni e il coronavirus: "Non capisco. I tamponi non indicano se si è in fase di incubazione"

Giulio Bucchi
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I tamponi "non servono a capire se una persona è in fase di incubazione". Il virologo Roberto Burioni, ai microfoni di Rtl 102.5, si mostra scettico sulle nuove misure predisposte dal governo, perché il test serve solo "per capire se una persona ha il virus. Quindi, se una persona si contagia oggi è inutile fargli il tampone domani perché sarà certamente negativo. Il tampone serve quando, per esempio, una famiglia di quattro persone è stata a cena con uno che ad un certo punto abbiamo saputo avere il coronavirus, questo lo ha fatto sei giorni fa. Oggi di quella famiglia il padre è malato e gli altri tre stanno bene, a quelli asintomatici dobbiamo fare il tampone perché abbiamo ragione di pensare che potrebbero avere contratto la malattia e magari in questo momento non hanno i sintomi ma hanno la malattia, sono infettivi e quindi dobbiamo isolarli".   GUARDA IL VIDEO - "Anche Burioni è razzista?". Senaldi zittisce la Gancitano a DiMartedì Se le misure adottate contro l'emergenza sono efficaci, prosegue, "verosimilmente fra qualche giorno vedremo i casi stabilizzarsi e questo sarà un segno molto positivo. Certo non deve dipendere da una differente gestione dei casi, perché, se come sentivo cambiano il modo in cui fanno i tamponi, questo potrebbe disturbarci l'osservazione. È chiaro che se io misuro diversamente il peso di qualcosa, il peso è diverso". "Non dobbiamo farci prendere dal panico - ha concluso Burioni - ma nemmeno fare i faciloni. Sono momenti molto difficili perché ci troviamo di fronte a una minaccia concreta. Di fronte a una qualunque minaccia c'è l'istinto umano di sottovalutare o di farsi terrorizzare e sono due errori ugualmente pericolosi in questo momento perché ne va della nostra salute". 

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