(Adnkronos) - ''Durante il fascismo, nelle zone tirreniche malariche del Lazio e della Toscana - racconta l'esperto - quali l'Agro pontino e il Grossetano, vennero istituiti i pipistrellai, una sorta di granai che contenevano intere colonie di chirotteri (nome scientifico del pipistrelli) che si nutrivano di zanzare. Dopo la seconda guerra mondiale, ci fu chi considero' piu' efficace il Ddt nella lotta agli insetti nocivi e i pipistrelli ritornarono nel dimenticatoio. Quando fu scoperto che il Ddt era efficace anche per sterminare la specie umana - ironizza Bressi - si torno' ai pipistrelli, nel frattempo diventati rari proprio a causa dei veleni, tanto che ora sono piu' protetti di un tempo, non solo in quanto utili ma anche perche' rari e in via di estinzione". Ricapitolando, prosegue il direttore, "Gia' dagli anni Trenta in Italia i pipistrelli erano una specie protetta, perche' considerata utile. Anzi, i chirotteri furono tra i primi animali a essere tutelati da una legge nella Penisola. Negli anni Novanta, le normative europee li hanno resi protetti e importanti a livello internazionale". Bressi ritiene di grande rilevanza l'apertura di una grotta che ospita ben tre specie di pipistrelli, perche' questo consente alle persone di familiarizzare con questi animali e di conoscere quanto li riguarda. "Nella grotta - riferisce Bressi - sono visibili migliaia e migliaia di ali e di resti di insetti di cui si nutrono i pipistrelli". "Sono animali notturni e le visite alla grotta - sottolinea lo zoologo - avverranno quando dormono, appesi alle concrezioni della volta". Percio' bisogna scendere nella cavita' senza disturbare. La possibilita' di visitare la grotta e' una conquista recente. Infatti la normativa europea afferma che una specie protetta ha la priorita' e non puo' quindi essere disturbata da attivita'. Fu per questo, riferisce lo zoologo, che un paio di anni fa la Regione Friuli Venezia Giulia nego' il permesso per le visite alla grotta. (segue)




