"Silvio controlla la Rai"

Esposto all'Europa
di Silvia Tironisabato 25 aprile 2009
"Silvio controlla la Rai"

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Silvio Berlusconi? Un censore. Ed ecco che scatta l'esposto al Consiglio d'Europa. Il "devastante degrado" della libertà di informazione e di critica nel settore televisivo e "il controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul servizio pubblico Rai Tv" sono stati portati all'attenzione del Consiglio d'Europa - Assemblea Parlamentare, Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, Commissario per i diritti umani - da due ex deputati del Palamento italiano ed europeo, Lucio Manisco e Giuseppe Di Lello, e dal giornalista Alessandro Cisilin. "Le misure censorie e disciplinari adottate nei confrontidei due programmi di giornalismo investigativo condotti da Milena Gabanelli e da Michele Santoro e con quanto riferito dalla stampa italiana sulle interferenze dello stesso presidente del Consiglio sulle nomine dei vertici Rai, per statuto di competenza del suo consiglio di amministrazione", hanno motivato i tre. L'esposto si richiama all'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali, nonchè a due risoluzioni «che avevano denunziato nel nostro Paese il conflitto di interessi tra proprietà e controllo delle aziende televisive da parte di Silvio Berlusconi e le sue funzioni istituzionali di presidente del Consiglio. I rilievi sono stati ignorati o disattesi negli ultimi cinque anni dai governi Prodi e Berlusconi», hanno sottolineato i promotori dell'esposto, che hanno poi documentato i provvedimenti promulgati daivertici Rai contro 'Report' e 'Annozero' a seguito «degli attacchi portati ai programmi stessi dal ministro dell'Economia GiulioTremonti e dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi». Nell'esposto si chiede quindi agli organi competenti del Consiglio d'Europa il varo di una «indagine conoscitiva» e di un «monitoraggio di questi e prevedibili nuovi attacchi alla libertà di informazione in Italia», nonchè un richiamo al governo e al Parlamento della Repubblica Italiana «acciocchè osservino i rilievi già avanzati dal Parlamento Europeo e dal Consiglio d'Europa».