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Covid, "lockdown generale dal 25 febbraio". Drammatica accelerazione: Italia travolta dalla variante inglese

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Sta prendendo sempre più piede l’ipotesi di un lockdown generale, come quello della scorsa primavera. Un anno dopo siamo quindi punto e a capo, anche se per motivi completamente diversi: stavolta a far salire l’allarme sono le varianti del Covid, in particolare quella inglese, che già una settimana fa era stata riscontrata in almeno un caso su cinque. Considerata la maggiore velocità di trasmissione della mutazione in questione, il governo e gli esperti stanno valutando insieme alle Regioni la possibilità di istituire una zona arancione in tutta Italia

 

 

L’esempio da seguire sarebbe come al solito quello della Germania, dove Angela Merkel ha prolungato il lockdown proprio per evitare di incappare in una terza ondata. Cosa che intende fare anche l’Italia, dato che l’indice Rt nazionale è in salita da tre settimane e venerdì 19 febbraio è stato calcolato ormai prossimo all’1: in più sono già in fascia arancione nove Regioni, mentre diverse città sono in zona rossa per il prevalere delle varianti. Quindi da un certo punto di vista avrebbe senso prendere la stessa misura per l’intero territorio nazionale. 

 

 

A patto che stavolta venga spiegato bene agli italiani perché si chiude e per quanto: la priorità è mettere fine all’apri-chiudi continuo che non fa altro che disorientare le persone e far perdere soldi alle attività. Ma da quando potrebbe essere istituita la zona arancione, che è la misura minima per abbassare realmente i contagi? Già da dopo il 25 febbraio, che è la data in cui scadrà il divieto di spostamento tra le Regioni: il governo dece decidere quali provvedimenti adottare per gestire la situazione epidemiologica, e lo dovrà fare trovando un punto d’incontro con le Regioni, che come al solino non hanno un parare unanime. 

 

 

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