Intreccio

Claudio Baglioni, quei 4 milioni di euro spariti nel nulla: l'ultimo scandalo che fa tremare il Vaticano, da chi piove l'accusa

Monsignor Alberto Perlasca, il 31 agosto 2020, si presenta agli inquirenti vaticani che stanno indagando sullo scandalo dei fondi della Segreteria di Stato. Dichiara di riconoscere "di aver sottovalutato l'importanza dell'interrogatorio del 29 aprile e di esservi giunto impreparato, forte solo della mia convinzione di essere innocente". Perlasca diventerà il principale accusatore del suo ex superiore, Angelo Becciu. Perlasca dice non essere mosso da rancore o da sentimenti di vendetta, ma di essere vittima di grooming: "È la tecnica utilizzata dai predatori per introdursi surrettiziamente, attraverso i sentimenti, nell'animo delle proprie vittime. Riconosco in ciò la mano del cardinale Becciu, nel tentativo di intorbidire, a suo vantaggio, le acque", spiega.

 

 

 

 

Perlasca racconta anche "come Becciu mi ha fatto credere che il licenziamento di alcuni funzionari della Segreteria di Stato il 30 aprile 2020 era frutto di un accordo di Monsignor Pena Parra con i giudici e che quindi il processo non si sarebbe mai celebrato". Inoltre ricorda un evento benefico del 2016: "I soldi spariti del concerto di Baglioni, avevano incassato 4 milioni", racconta a proposito del concerto tenuto in Vaticano, nell'Aula Nervi, il 16 dicembre del 2016. "Un evento di beneficenza, che doveva servire per raccogliere fondi per un ospedale a Bangui - capitale della Repubblica Centrafricana - e per il terremoto in Italia Centrale di quello stesso anno. Nella ricostruzione che Perlasca effettua agli inquirenti vaticani", ricorda la Stampa.

 

 

 

 

 

 

Perlasca spiega che l'ospedale di Bangui, "ha un  posto del tutto speciale nel cuore del Santo Padre. Alla Segreteria di Stato arrivarono 600 o 700 mila euro!!! Non mancai di rappresentare a monsignor Becciu tutta la mia delusione: tanto clangore, per soli 700 mila euro!!!. Non osai fare cattivi pensieri, ma le cose mi rimanevano ugualmente non chiare", ricorda Perlasca. 

 

 

 

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