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Giorgia Meloni, insulti e minacce di morte a Napoli: "Stiamo arrivando!", "A testa in giù"

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Cori, insulti e perfino minacce contro il governo e contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Accade a Napoli, dove alcune centinaia di persone sono scese in piazza dopo la comunicazione di sospensione del reddito di cittadinanza. Tra gli ex percettori c'è chi urla: "Senza reddito mai più, la Meloni a testa in giù". "Siamo in piazza contro il governo e contro tutte le istituzioni", spiega un manifestante. "Lavoro per tutti", urla chi è in testa al corteo. I percettori si sono fermati sotto la sede di Fratelli d'Italia, al Corso Umberto. Il portone d'ingresso è protetto da tre camionette della polizia davanti alle quali ci sono due file di agenti in tenuta antisommossa. Da qui qualcuno arriva a mettere in guardia il premier: "Ti stiamo vedendo a sfidare sotto la tua sede, poi verremo anche a Roma".

Sempre tra i manifestanti c'è anche qualcuno che definisce "una vergogna aver tolto il reddito a quello stesso popolo che ti ha votato". Poi rincara la dose: "Con te la benzina ora costa più di due euro… Meloni, adesso pensa agli italiani. È inaccettabile che mentre aumentano i vitalizi per i parlamentari, mentre favoriscono l'evasione fiscale con riforme ad hoc, mentre finanziano la guerra attingendo anche dai fondi del Pnrr, 170mila famiglie in tutta Italia si vedono arrivare in questi giorni un freddo sms che dice che da agosto non avranno più il reddito. Nella Napoli capitale della disoccupazione della precarietà tutto questo non lo possiamo accettare".

Una situazione preoccupante e che da Fratelli d'Italia imputano in parte alle opposizioni. Da giorni sinistra e Movimento 5 Stelle non fanno altro che criticare l'esecutivo. "Da chi ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio ci saremmo attesi senso della misura e moderazione, invece Giuseppe Conte pur di attaccare il governo continua a brandire il tema del reddito di cittadinanza anche nel giorno in cui a Napoli i percettori del reddito in corteo inneggiano contro il presidente Meloni, augurandosi di vederla 'a testa in giù'. Non una parola di solidarietà o una presa di distanze, ma soltanto il comportamento di chi è pronto a tutto pur di guadagnare qualche decimale di consenso", è l'attacco di Lucio Malan, presidente dei senatori di FdI.

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