Il caso

Bologna, 30 all'ora? Autovelox irregolari: la denuncia della polizia locale

Fabio Rubini

A Bologna, la città del talebanesimo dei 30 all’ora, i dispositivi che segnalano la velocità di crociera agli automobilisti non sarebbero omologati. In più il loro uso avrebbe già portato a due infortuni sul lavoro di altrettanti vigili urbani. Un bel quadretto che si aggiunge alle numerose polemiche seguite alla decisione di ridurre la velocità di percorrenza della stragrande maggioranza delle strade cittadine, che ha portato all’intervento deciso del ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

A denunciare questa situazione è stato lo Snater, una delle sigle sindacali della polizia locale di Bologna. Una battaglia subito ripresa dal gruppo consigliare della Lega, che ha subito presentato una serie di interrogazioni alla giunta, alle quali però, spiega il capogruppo del Carroccio a Bologna Matteo Di Benedetto «il Comune non sta rispondendo alle nostre interrogazioni sul tema e non ci sta fornendo la documentazione che abbiamo chiesto».

 

 

 

Tornando agli agenti di polizia locale i problemi denunciati relativi a questi dispositivi sono di due ordini. Il primo riguarda la loro omologazione rispetto alle regole fissate dal ministero dei Trasporti fin dal 2007. Per lo Snater «mancano della necessaria omologazione» e poi «manca il regolamento per il loro corretto utilizzo». I vigili giurano di averlo cercato in lungo e in largo, ma non l’hanno trovato. L’unica risposta dell’amministrazione data ai sindacati è che questi dispositivi servono solo a segnalare la velocità, non a multare i trasgressori.

La giustificazione però non ha convinto gli agenti. Anche perché esiste anche un problema di affidabilità e di tutela dell’automobilista. Secondo i documenti a disposizione «la loro affidabilità è garantita solo da verifiche periodiche conformi alle relative specifiche tecniche e degrada in assoluta incertezza quando queste non vengono effettuate da un organo terzo competente per legge». Inoltre «nelle more del decreto del ministero è precisato che questi pannelli non possono proiettare luci di colore verde o rosso proprio per non indurre gli utenti della strada a fare confusione coi segnali luminosi semaforici». Addirittura il ministero nel 2007 aveva messo in guardia da questi dispositivi «ritenendo che potessero essere un potenziale pericolo per la circolazione stradale in quanto possono indurre ad improvvise frenate».

 

 

 

Il secondo punto di criticità riguarda invece l’utilizzo dei dispositivi da parte della polizia municipale. Gli agenti sostengono che da regolamento lo possono trasportare e usare per tre ore. Il montaggio, però, non spetterebbe a loro. I rappresentanti dello Snater informano poi che «ci sono stati già due infortuni avvenuti nel corso delle installazioni». Concludendo la polizia locale ha chiesto ufficialmente al sindaco Lepore di «sospendere l’uso della strumentazione “Infovelox” fino a quando non vi sarà la prevista omologazione». In assenza di riscontro «verrà formulato un esposto al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture». Azioni forti vengono promesse anche dalla Lega bolognese. Sempre il capogruppo in Consiglio comunale Matteo Di Benedetto ha chiesto «al Comune di fare chiarezza e di sospendere subito l’utilizzo di queste strumentazioni qualora fosse confermata l’assenza di certificati di omologazione così come richiesto dal codice della strada». Una battaglia che presto potrebbe trasferirsi a Roma. Matteo Salvini già nelle scorse settimane era intervenuto per bacchettare il sindaco Lepore per l’eccesso di zone a 30 all’ora. Ora spuntano anche i rilevatori che non sarebbero a norma.