Marin Jelenic, il croato di 36 anni fermato ieri sera, martedì 6 gennaio, a Desenzano del Garda (Brescia) con l'accusa di aver ucciso il 5 gennaio a Bologna il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, era stato raggiunto da un provvedimento di allontanamento dallo Stato italiano emesso il 23 dicembre dal Prefetto di Milano dopo che nel capoluogo lombardo era stato trovato in possesso di un coltello da cucina. L’allontanamento deve avvenire entro dieci giorni.
Il 36enne croato non aveva con sé un telefono, quando è stato fermato. Ma durante la fuga si sarebbe fatto prestare cellulari da alcune persone, e avrebbe contattato utenze croate su cui sono in corso accertamenti. Lo hanno ricostruito gli investigatori della squadra mobile della Questura di Bologna che indagano sull'omicidio di Alessandro Ambrosio. Dopo l'omicidio l'indagato è stato una prima volta controllato e identificato dalla Polfer, in stazione a Bologna. Questo ha consentito poi agli inquirenti di dare un nome alla sagoma che era stata immortalata dalle immagini di videosorveglianza analizzate.
Quindi ha preso un treno in direzione Piacenza, è stato fatto scendere a Fiorenzuola perché molesto e senza biglietto. Qui è stato nuovamente identificato e rilasciato dai carabinieri, che in quel momento non erano a conoscenza delle note di ricerca per l'omicidio. Jelenic quindi ha preso un altro treno ed è sceso a Milano Rogoredo, i suoi spostamenti sono stati seguiti per Milano mentre non è chiaro come abbia raggiunto Desenzano.