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Bimbo con il cuore bruciato, "ce n'è un altro disponibile"

di Claudia Osmetti mercoledì 18 febbraio 2026

3' di lettura

«La mamma è a colloquio con la direzione sanitaria. Mi ha chiamato dicendo: “Avvocato, sono notizie positive”». È sera quando Francesco Petruzzi, il legale della famiglia di Tommaso, il bimbo di due anni e sette mesi che ha ricevuto un cuore “bruciato” e che versa in «condizioni stabili» ma ancora «in un quadro di grave criticità», lascia intendere che qualcosa stia per succedere. Napoli, ospedale Monaldi. Potrebbe esserci un cuoricino nuovo per il piccolo.

È il giorno della speranza. E lo è doppiamente: per questa notizia che arriva, a sorpresa, mentre mamma Patrizia dovrebbe rilasciare un’intervista televisiva (e invece corre al nosocomio) e perché, tra poche ore, proprio nella struttura partenopea, i più esperti luminari d’Italia si troveranno per discutere il caso di questo bambino che resta formalmente in lista per un ulteriore trapianto (come ripetono i suoi dottori) «fino a una nuova valutazione».

Cambia tutto, adesso. E ha una un peso diverso il maxi consulto a cui parteciperanno il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio della clinica pediatrica Bambin Gesù, il collega Giuseppe Toscano dell’ospedale di Padova, il dottor Amedeo Terzi dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il professore Carlo Pace Napoleone del Regina Margherita di Torino. C’è l’Italia intera schierata per Tommaso: si prova il tutto per tutto in questa vicenda che da due mesi ha gettato una famiglia dentro il peggior incubo si possa immaginare.

Come è stato possibile, quali errori sono stati commessi? Domande legittime (e giustissime) a cui sta cercando di rispondere la procura di Napoli che ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose gravissime e ha iscritto nel registro degli indagati sei chirurghi, medici e paramedici. Ma domande che non centrano la questione principale, la quale è un quesito assai più pratico: e adesso, che si fa? C’è un briciolo di fiducia, resiste un granello di speranza per mamma Patrizia Mercolino che ha già dimostrato di lottare come una leonessa?

La costituzione dell’“heart team”, della squadra di specialisti che più di chiunque altro sa come si trattano i trapianti pediatrici, dovrebbe andare in questa direzione. Tra l’altro dopo che lo stesso Bambin Gesù, nei giorni scorsi, contrariamente a quanto sostenuto dal Monaldi, aveva suggerito l’ipotesi di non poter procedere con un secondo intervento: «Abbiamo tutta una parte clinica che segue il caso così come stato richiesto», dice il presidente della struttura Tiziano Onesti, «siamo sempre disponili».

La scienza che cerca ostinatamente una soluzione da un lato, la magistratura che sonda gli sbagli che hanno portato fin qui dall’altro. Stando alle carte dell’indagine avviata il box-frigo che da Bolzano ha trasportato il cuoricino per Tommaso non avrebbe rispettato le linee guida, sarebbe stato un modello vecchio, superato dalle tecnologie moderne che impiegano un termostato per controllare la temperatura dell’organo al suo interno (forse è stato scelto perché il personale che l’ha maneggiato non era formato nell’impiego degli altri). A Napoli, oggi, oltre agli esperti col camice bianco arriveranno anche gli ispettori del ministero della Salute (che poi faranno tappa in Trentino): nei giorni scorsi ministero e Regione Campania hanno attivato i loro poteri ispettivi «per poter assumere i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze» (specificano i due titolari Orazio Schillaci per via Ribotta e Roberto Fico per Palazzo Santa Lucia).

«Avrete giustizia» ha (appunto) detto la premier Giorgia Meloni nel corso di una telefonata con mamma Patrizia di ieri e di cui dà notizia ancora Petruzzi. La donna ha risposto alla presente ringraziandola ma ricordando il fatto che, per lei, al momento, la priorità resta «avere un cuore nuovo per mio figlio e vederlo tornare a casa guarito».

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