Il tribunale dei minori dell'Aquila decide di allontanare la mamma della famiglia nel bosco e di separare anche i tre figli, ma l'Autorità garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Marina Terragni si oppone. Chiede, in particolare, che la decisione "venga sospesa" in attesa di "un ulteriore approfondimento medico indipendente". Approfondimento "atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame", ha spiegato.
La decisione del giudice di allontanare Catherine dalla casa famiglia di Vasto, nella quale le era concesso di stare insieme con i piccoli e di separare anche i minori, era arrivata in mattinata, come confermato all'Ansa dall'avvocato della famiglia, Marco Femminella. Oggi, tra l'altro, è in programma la perizia psicologica sui bambini. Marina Aiello, una delle psicologhe che compone il team dei periti della famiglia del bosco, aveva parlato di "decisione che ci terrorizza": "Non ho ancora parlato con i genitori, siamo qui per fare il colloquio e vedere i bambini. Mi auguro di poterlo fare, questa è la mia speranza. Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un'escalation di gravità enorme e assurda".
La vicenda è quella della famiglia Trevallion-Birmingham, da cui il tribunale dei minori nei mesi scorsi aveva deciso di allontanare i tre figli di 6 e 8 anni dopo aver giudicato inadeguato il casolare in mezzo ai boschi di Palmoli in cui stavano crescendo. Di lì la decisione di far trasferire i piccoli in una struttura protetta di Vasto, consentendo anche alla madre di seguirli nella stessa casa famiglia. Oggi la nuova decisione di separarli. "Una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza. Chiederemo ispezione urgente del Ministero della Giustizia", ha annunciato la Lega sui social.
Stando alla relazione dei giudici, come riporta il Messaggero, a Catherine sarebbero state contestate una condotta “ostativa” e la violazione dell'obbligo scolastico per i figli, oltre a una eccessiva esposizione mediatica del caso. Il padre, invece, verrebbe considerato come una figura “collaborativa”. A pesare sulla decisione, si legge sempre sul Messaggero, sarebbe stato anche il fatto che di recente i bambini, stando agli atti, avrebbero tentato di aggredire le educatrici utilizzando bastoni ricavati dalla rottura di alcune persiane.




