Benito Mussolini resta cittadino onorario di Trento: il consiglio comunale, in una seduta a porte chiuse, non ha trovato i quattro quinti dell’aula necessari a togliere il titolo al Duce, come chiesto dalla maggioranza di governo di centrosinistra. Dopo la votazione, quindi, la sinistra guidata dal sindaco Franco Ianeselli in una nota ha preso “atto con grande amarezza e profonda delusione” di quanto accaduto in aula. “Ci chiediamo – prosegue la nota – se questa posizione di una parte delle minoranze nel 2026 debba essere letta come l’incapacità di prendere le distanze da una certa narrazione del fascismo che resiste ancora oggi. Siamo convinti che l’esito di questa votazione dimostri bene come ancora oggi ci sia bisogno, anche a livello locale, di prese di posizione chiare che proprio per la loro natura simbolica definiscono il perimetro valoriale della nostra comunità”.
Dall'altro lato, la capogruppo Fratelli d’Italia Ilaria Goio ha deciso di illustrare i motivi del suo non voto: “Mussolini e il fascismo appartengono al passato e il partito che rappresento guarda al futuro senza nostalgismi e senza distinguo. Le cittadinanze onorarie, come le onorificenze, sono riconoscimenti legati alla persona che li riceve e, con la morte dell’interessato, esauriscono la loro funzione”.
E ancora: "Qualcuno, con questo documento, sta inducendo in errore i cittadini facendo credere che sia necessario revocare una cittadinanza onoraria che di fatto non produce più alcun effetto concreto da oltre ottant’anni. L’unica utilità di questa delibera è strumentale e ideologica: la revoca non ha alcuna efficacia reale. I cittadini si aspettano che il nostro tempo e le nostre energie siano dedicate a ciò che conta davvero per la loro vita quotidiana: servizi efficienti, lavoro, commercio, sicurezza, casa, viabilità. Sono queste le responsabilità che ci hanno affidato ed è su queste che intendiamo impegnarci ogni giorno”.