“Noi tifiamo per i missili iraniani, perché vendicano un genocidio durato due anni che ha massacrato centomila persone mentre quei sionisti ballavano sul sangue dei palestinesi. Adesso assaporano qualcosa di quello che hanno assaporato i palestinesi da ottant’anni a questa parte”: a dirlo in piazza Brahim Baya, il referente della moschea Taiba di Torino. Lo stesso che giovedì 19 marzo è stato invitato in Parlamento dal Movimento 5 Stelle con una serie di altre sigle, tra cui i Carc, all'evento "Per un governo che attui la Costituzione. Diritti, lavoro, pace e libertà democratiche".
Tra i presenti, come si legge sulla locandina, anche Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista, il gruppo “Bds”, comitati contro guerra e riarmo, i portuali, sindacati di base (Usb, Cub, Sì Cobas), Ultima generazione e il centro sociale Spin Time.
Si tratta dello stesso personaggio che il giorno della morte del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh, il 31 luglio del 2024, disse: “Se uno dei nostri signori muore, un altro signore si erge. Uno che dice ciò che i nobili hanno detto e lo fa”. Mentre sull'altro terrorista, Yaya Sinwar, mente dell’attacco del 7 ottobre, ricondivise un suo discorso, scrivendo che “l’eredità di Sinwar non è solo militare, ma morale e politica. Oggi a Gaza questo messaggio risuona con una forza ancora più grande. Gaza non ha scelto la guerra, ha resistito politicamente. Per questo oggi combatte e non deporrà mai la sua dignità”.