Ora il velo è squarciato, dietro il naufragio della Gooduria, affondata il 28 maggio 2023 nelle acque del Lago Maggiore, si nascondeva una missione segreta degna di un romanzo di spionaggio. A bordo non c’erano turisti, ma 007 italiani e israeliani impegnati a fermare Teheran. Obiettivo: impedire all’Iran di “ottenere armi avanzate”.
A far luce è il capo del Mossad, David Barnea, durante una cerimonia ufficiale. E le sue parole - riportate dal Messaggero - gelano il sangue: quella tempesta improvvisa potrebbe non essere stata affatto naturale.
Dietro il maltempo, il sospetto è pesantissimo: una mano esterna, forse i servizi iraniani, avrebbe scatenato il caos per eliminare i presenti. Tre morti, ufficialmente vittime del naufragio: gli agenti Claudio Alonzi, Tiziana Barnobi e l’israeliano noto come M., capo della missione. Morì affogata insieme agli 007 anche la russa Anya Bozhkova, moglie dello skipper Claudio Carminati. Quest'ultimo, armatore e comandante della barca, all'inizio dell'estate 2024 ha patteggiato 4 anni di pena per naufragio colposo davanti al gup del Tribunale di Busto Arsizio. “Un agente del Mossad… è stato ucciso all’estero durante operazioni contro l’Iran”, ha dichiarato Barnea. Ucciso, non morto. Una parola che cambia tutto. E poi c’è l’operazione “Leone Ruggente”. “I miei pensieri e il mio cuore erano colmi di orgoglio…”, ha aggiunto il numero uno del Mossad, sottolineando come quella missione abbia inciso “in modo significativo” nella campagna contro Teheran. Tradotto: quella riunione sul lago non era un dettaglio, ma un tassello chiave. Intanto resta una scia di ombre.
La presenza di agenti, il rimpatrio immediato degli israeliani, il silenzio durato mesi. E un dettaglio che inquieta: la barca era a pochi metri dalla riva quando è colata a picco. Troppo vicino per morire per caso, troppo strano per essere solo sfortuna. Ufficialmente resta un naufragio. Ma tra “attività operativa” e sospetti di sabotaggio, la sensazione è una sola: qualcuno, quella sera, sapeva esattamente cosa stava facendo. Curiose le frasi commemorative sulle targhe funebri per i due 007 italiani, su cui c’è scritto: “Perde la vita il 28 maggio 2023 nel corso dello svolgimento di una delicata attività operativa con i servizi collegati esteri”.