CATEGORIE

Civitavecchia-choc: "Se non vendi la coca stupro tua figlia"

lunedì 8 giugno 2026

2' di lettura

Droga, ricatti, violenza: una storia di puro orrore che arriva da Civitavecchia, una rete criminale che gestiva, tra minacce e sopraffazioni, una sorta di supermarket della droga online. Il quadro emerge dall'indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Civitavecchia, inchiesta iniziata nell'estate del 2025 tra Cerveteri e Campo di Mare e conclusa con la denuncia di otto persone, sette italiani e uno straniero. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di spaccio e detenzione di stupefacenti in concorso, sequestro di persona, estorsione aggravata e violenza privata.

Secondo gli investigatori, il gruppo disponeva di una struttura ramificata e su una gestione centralizzata affidata a un uomo ritenuto il fulcro dell'organizzazione. Pur essendo in carcere, quest'ultimo sarebbe riuscito a impartire direttive grazie a un telefono cellulare introdotto illegalmente in carcere.

Le attività illecite sarebbero state coordinate attraverso applicazioni di messaggistica criptata come Telegram e Signal, utilizzate per raccogliere ordini, organizzare consegne e gestire i pagamenti della cocaina. Un meccanismo collaudato, con compiti precisi assegnati a corrieri, pusher e custodi della droga, sostenuto anche da un clima di intimidazione e dalla presunta disponibilità di armi.

La svolta investigativa è arrivata dopo il sequestro di circa 400 grammi di cocaina nell'abitazione di uno dei soggetti incaricati della custodia della droga. La cocaina, secondo quanto emerso, apparteneva a una partita di circa due chilogrammi destinata allo spaccio. Da quell'episodio sarebbe nato un debito di 19.500 euro che il gruppo avrebbe addossato a una coppia del posto.

Proprio i due conviventi sarebbero stati vittime delle vessazioni e dei ricatti più gravi. Gli inquirenti danno conto di continue minacce, pressioni psicologiche e aggressioni fisiche. Impossibilitati a restituire il denaro richiesto, sarebbero stati costretti a spacciare senza ricevere compensi, in una condizione di totale assoggettamento. Tra gli episodi ricostruiti anche un viaggio imposto alla donna fino a Campobasso per trasportare un consistente quantitativo di droga, sempre sotto la pressione e il controllo dell'organizzazione. Tra le minacce rivolte alla donna, anche quella di stuprare sua figlia: "Se non vendete la cocaina, stupriamo vostra figlia".

tag
civitavecchia
cocaina

Fine corsa Roma, 7 kg di cocaina a casa (e i figli a scuola): chi è l'insospettabile finito in manette

Sequestro di cocaina a Civitavecchia: vale 15 milioni di euro

L'operazione della Gdf Gioia Tauro, oltre 175 kg di cocaina in container al Porto

Ti potrebbero interessare

Roma, 7 kg di cocaina a casa (e i figli a scuola): chi è l'insospettabile finito in manette

Roberto Tortora

Sequestro di cocaina a Civitavecchia: vale 15 milioni di euro

Gioia Tauro, oltre 175 kg di cocaina in container al Porto

Civitavecchia, "ai bimbi della primaria si chiede l'angelo col Corano"

Massimo Sanvito

Willy Monteiro, ergastolo per Gabriele Bianchi: le scuse non bastano

Ergastolo per Gabriele Bianchi, accusato dell'omicidio di Willy Monteiro, il ragazzo brutalmente pestato a morte nel...

Monza, coppia di 60enni fa sesso al parco: finisce malissimo

Una coppia di 60enni, sorpresa dalla polizia a fare sesso al parco reale di Monza, ha ricevuto una multa da 253 eur...
Redazione

Garlasco, la foto del bagno che ribalta la storia dell'omicidio di Chiara Poggi

L'assassino di Chiara Poggi si è lavato nel bagno, non nella cucina della villetta di Garlasco, dove il 13 ag...

Pietracatella, svolta in Procura: ricina, chi finisce sotto torchio

Un mistero irrisolto, quello di Pietracatella. Due vittime, avvelenate con la ricina, ma ancora nessun colpevole. Un gia...