Milo Infante, fresco dell'addio alla Rai e del conseguente approdo in Mediaset, è stato ospite del format Segreti di Francesco Borgonovo per parlare dell'omicidio di Garlasco. Un caso di cui il conduttore, che se ne è occupato quotidianamente a Ore 14, sia nella versione pomeridiana che in quella in prima della serata, può essere considerato un massimo esperto.
Le dichiarazioni più pesanti rilasciate da Infante riguardano il contenuto dell'hard disk di Sempio: "Chi ha parlato di mostruosità nel computer di Alberto Stasi, non ha mai visto le immagini che abbiamo visto noi, e chi oggi difende il contenuto degli hard disk di Sempio, lo fa in malafede. Perché il contenuto di quegli hard disk è spaventoso". Insomma, le foto di piedi nel pc di Stasi possono essere relegabili ai gusti personali. Il contenuto dell'hard disk di Sempio evidentemente no.
Non solo. Ci sono alcune ricerche fatte dal 38enne sul web che, sempre secondo Infante, ne delineano un profilo decisamente problematico. "Le navigazioni, il materiale che visualizzava, le cose che ha scritto sono da, uso le virgolette, da potenziale killer; da persona disturbata", afferma il conduttore. "Questo - continua - non vuol dire che lo sia, però uno che scrive che sogna di aprire la faccia a una ragazza, colpirla con un taser, uno che fa l’elogio dell’incesto con la cugina, la legge della savana… per quello che ha scritto e quello che dice, almeno in quegli anni, era fortemente disturbato".
Elementi certamente rilevanti, che però non bastano per dimostrare la colpevolezza di Andrea Sempio. E Infante lo sa bene: "Un eventuale processo dovrà fondarsi su elementi probatori solidi. La grande battaglia che si combatterà sarà proprio sulla parte scientifica, cioè i consulenti che si affronteranno in aula e il perito del giudice". Il riferimento è in particolare all'impronta 33 e alle tracce genetiche reperite sul corpo della vittima.