Il quotidiano Avvenire, a favore della patrimoniale, critica le motivazioni dietro il no del centrodestra. Per la coalizione di Giorgia Meloni, infatti, una tassa sui patrimoni colpirebbe soprattutto il ceto medio, già da tempo in difficoltà. "Il profumo di conflitti di interesse nella legittimità delle opinioni si avverte però quando, dati alla mano, ci si interroga su cosa sia veramente il ceto medio in Italia - scrive Massimo Calvi nel suo editoriale sul quotidiano - se il reddito delle famiglie è mediamente di 39mila euro, poco più di 3.000 euro al mese con tutte le entrate del nucleo, se il reddito più frequente, il mediano, è di 30.000 euro, e se la dichiarazione-tipo dell’Isee viaggia sui 17.000".
"Vien da pensare - prosegue nell'articolo - che la base elettorale per opporsi a una qualche tassazione sui patrimoni da milioni e milioni di euro, fuori dal perimetro degli opinionisti, sia in realtà ridottissima. A meno che non si tratti di ricchezze ereditate o da ereditare, e allora semmai vorrebbe dire tassare un filino di più le successioni e un tantino di meno i redditi da lavoro". Dopodiché vengono illustrate altre due ipotesi: che molto sia custodito dalle generazioni più anziane, e allora in quel caso si potrebbe pensare a una ridistribuzione generazionale; oppure che il ceto medio sia rappresentato soprattutto da chi usa il contante.
"I sospetti - si legge ancora nell'editoriale - trovano conferma quando, cifre della Banca d’Italia, si trova che degli 11mila e 700 miliardi di euro della ricchezza netta degli italiani, il 60%, ossia circa 7mila miliardi, appartiene al 10% più ricco delle famiglie. Non proprio medio come ceto, insomma". Secondo Calvi, inoltre, il centrodestra non può permettersi neanche di dire che il ceto medio è quello sempre più colpito: "Peccato che quello stesso preciso ceto sia invece considerato sempre e solo 'ricco' quando si tratta di ottenere vantaggi fiscali in nome dei figli: e dunque via sconti, assegni e detrazioni tracciando precisi limiti di reddito. Il messaggio è chiaro: italiani da tutelare se hanno patrimoni milionari, da tassare come se niente fosse se invece hanno prole. Case, barche, titoli e ori inteneriscono il fisco nazionale, l’empatia evapora quando si parla di figli". In definitiva, per l'editorialista, "la scusa del 'povero' ceto medio andrebbe affinata".