Lo ha sottolineato più volte, Elly Schlein, la patrimoniale sarà una "tassa sui ricchi". Il problema vero è capire però chi la segretaria del Partito democratico ritiene "ricco". Numeri alla mano, il programma fiscale colpirebbe chi ha un patrimonio superiore a 500mila euro. Questo significa che basta avere una casa di proprietà (magari eredità dai genitori o dai nonni) per finire a grosso rischio salasso, come sottolineano non a caso molti esponenti di Fratelli d'Italia, a partire dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami. Ed è per questo, forse, che la classe media che Schlein dice di voler preservare guarda con grande sospetto ai progetti del centrosinistra.
Lo testimonia, in maniera molto chiara, il sondaggio di Alessandra Ghisleri per La Stampa. La patrimoniale spacca a metà l’Italia, ottenendo il via libera da un intervistato su due. Ma soprattutto, ed è questo il dato politico più rilevante, anche ai fini elettorali, a dirsi scettico è proprio il ceto medio.
Stando ai dati raccolti da Only Numbers, il 48,1% degli intervistati guarda con favore alla ipotesi patrimoniale, un numero giustificabile con la percezione di disuguaglianze economiche in aumento, anche dovuta alla gran cassa della propaganda delle opposizioni. Convergono sul sì gli intervistati con i redditi più bassi (comprensibile) e quelli con i patrimoni più ingenti, vuoi perché una tassa non sposterebbe di molto le loro ricchezze vuoi perché, politicamente, i ceti alti sono assai vicini alla sinistra "da salotto".
"Il dato più significativo riguarda però il ceto medio - sottolinea Ghisleri -, che si mostra la componente più scettica e contraria all'introduzione di una patrimoniale. A prevalere è il timore di finire tra i destinatari della misura senza sapere con chiarezza quali sarebbero soglie e criteri di applicazione. Una diffidenza che riflette il senso di vulnerabilità economica di una fascia della popolazione che, pur non considerandosi ricca, avverte il rischio di essere chiamata a sostenere un peso fiscale aggiuntivo".
Tra i partiti, il no alla patrimoniale è fortissimo tra gli elettori di Forza Italia (70%), dentro Fratelli d'Italia si supera il 51% mentre l'elettorato della Lega è più diviso. Impressionante il 100% di favorevoli tra i simpatizzanti di Alleanza Verdi e Sinistra, ma pure il 71,1% tra quelli del Partito Democratico non scherza. Il Movimento 5 Stelle invece è profondamente diviso, come i suoi esponenti di punta: la maggioranza è favorevole, come l'ex sindaco di Torino Chiara Appendino, ma anche il no espresso da Giuseppe Conte trova molto sostegno. Anche questo non è un bel segnale per la Schlein e per il campo largo.