"Di qui non si sale più, non con noi": le guide di Zermatt, sul versante svizzero del Cervino, dicono stop alle scalate. Il rischio, col caldo anomalo delle ultime settimane, è che le rocce finiscano per sgretolarsi provocando incidenti mortali. La scorsa domenica, due alpinisti sono precipitati da 4.030 metri proprio a causa delle rocce instabili. Due settimane fa, invece, la montagna si è letteralmente "sciolta", con cascate d’acqua formate dalla neve che spariva oltre i 4.000 metri.
Stessa cautela anche in Italia. Ezio Marlier, presidente delle guide alpine della Valle d’Aosta, ha voluto precisare: "Non c’è alcun divieto, sia chiaro, ma noi guide abbiamo deciso che, sia la via normale italiana del Monte Bianco, dal ghiacciaio del Miage, sia la cresta di Tiefenmatten sulla Dent D’Herens, sono itinerari da non offrire più alla clientela. Non ci sono le condizioni. Tutti gli altri itinerari del massiccio del Bianco sono invece percorribili".
Il presidente delle guide di Cervinia Laurent Nicoletta, come si legge su La Stampa, ha spiegato: "Per ora le nostre guide vanno e vengono dalla cima del Cervino con i clienti, ma ogni giorno ci confrontiamo perché la situazione è da monitorare. L’attenzione che occorre avere è di affrontare il Cervino con estrema consapevolezza. Sapere che bisogna salire all’ombra. Mentre la svizzera cresta d ll’Hornli è a Est, la nostra cresta del Leone rimane senza sole a lungo al mattino, ma occorre salire partendo dai 3.800 metri del rifugio Carrel e rientrare dalla vetta il più presto possibile". E infine, un avvertimento agli alpinisti: "Prima di decidere una salita chiedete quali siano le condizioni della parete. Non avventuratevi".