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Più libri più liberi, la lista degli epurati dalla fiera del libro

E l’antifascismo visse felice e contento. Non è una favola, ma il fine (lieto, insomma) o meglio l’elenco delle case editrici che parteciperanno alla 25esima edizione della rassegna della piccola e media editoria
di Lorenzo Cafarchio mercoledì 15 luglio 2026

3' di lettura

E l’antifascismo visse felice e contento. Non è una favola, ma il fine (lieto, insomma) o meglio l’elenco delle case editrici che parteciperanno alla 25esima edizione della rassegna della piccola e media editoria “Più libri più liberi”. Ieri pomeriggio il sito della manifestazione letteraria ha pubblicato la lista delle 300 case editrici che saranno presenti, dal 4 all’8 dicembre 2026, a La Nuvola per animare l’iniziativa. Cerchi, ma Passaggio al Bosco non appare. Il patentino antifascista non era stato messo da parte? «La valutazione ha privilegiato - spiega l’Associazione italiana editori promotrice della rassegna - i soggetti la cui attività prevalente è quella editoriale. In questo ambito rientrano gli editori aderenti alle associazioni di categoria del settore, Aie e Adei, con priorità per coloro che hanno già partecipato alle precedenti edizioni della fiera con un proprio stand. Non sono state accettate le domande pervenute oltre la scadenza stabilita».

Marco Scatarzi, editore di Passaggio al Bosco, come aveva già spiegato su queste colonne non ha firmato in un primo momento la domanda, ma l’ha poi compilata e presentata quando il patentino antifascista era stato messo in panchina a seguito, anche, dell’intervento del premier, Giorgia Meloni, che aveva parlato senza mezze misure di censura. «L’annuncio della rimozione della clausola di antifascismo è stata una pura formalità priva di seguito», ci dice Scatarzi. «Noi abbiamo mandato la domanda, per una questione di principio e di coerenza, solo dopo quello stesso annuncio». Il risultato? «È stata ritenuta “fuori tempo massimo”. Ma se il precedente modulo non andava più bene, perché non mandarne uno nuovo e prorogare i termini? Se davvero hanno cambiato idea, perché non riformulare la procedura di accesso?». Quesiti più che legittimi. «La realtà è che l’annuncio della retromarcia serviva a garantirsi i fondi pubblici. Poi, con altri stratagemmi, ci hanno silurato egualmente. Un teatrino davvero ridicolo».

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Invece Daniele Dell’Orco di Idrovolante la domanda, inizialmente, l’aveva presentata «sostituendo la dicitura valori antifascisti con valori repubblicani». Istanza presentata per tempo? «Certo, il 23 giugno. Il giorno successivo mi hanno contattato dall’organizzazione, senza menzionare l’antifascismo, dicendomi che avrebbero tenuto conto che Idrovolante dal 2017 partecipa alla rassegna. L’unica differenza, rispetto agli anni precedenti, è che non avrebbero accettato la richiesta di spazi condivisi. Avevo chiesto, come fatto altre volte, di dividere lo stand con Eclettica». Quindi il diniego è per questo? «Un pretesto. Mi avevano detto che volendo potevo prendere uno spazio espositivo più piccolo. E ieri mi sono trovato con una mail in cui si dice “siamo spiacenti di comunicarle che non è stato possibile accogliere la sua domanda di ammissione”».

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Il delitto (im)perfetto. Alla fine della trama gli editori sgraditi, in un modo o nell’altro, sono stati accompagni alla porta. Anzi l’uscio lo hanno trovato sbarrato. «È stato fatto, e continuerà a essere fatto, tutto il necessario per tutelare, malgrado il clima di scontro, questo patrimonio culturale come spazio aperto al pluralismo delle idee, al confronto, alla libertà editoriale, favorendo un contesto di reciproco rispetto e unità tra tutti i partecipanti», dicono da Plpl. Pluralismo? Il monismo dell’antifascismo ha prevalso nuovamente. Nonostante le polemiche restano della partita invece altri editori come Settecolori, Liberilibri ed Eclettica.

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