Senza rimorsi, senza vergogna. Se qualcuno a sinistra vuole ancora distinguere tra manifestanti No Tav "pacifici" e black bloc violenti, ci pensa lo stesso movimento contro l'Alta velocità in Valsusa a smentirlo in maniera sfacciata e clamorosa.
"Il racconto della maggior parte dei giornali e dei telegiornali è stato il solito dai tempi del primo G8, da Genova o anche da prima, cioè 'ci sono i valligiani che volevano manifestare tranquillamente, poi arrivano i black bloc'. Questa divisione è assolutamente falsa", scandisce in conferenza stampa a Venaus Guido Fissore. "Se voi aveste visto il corteo che partiva di qua, sapreste che sono andati su in migliaia verso Chiomonte, quindi quello che è successo là l'abbiamo fatto tutti, siamo tutti responsabili".
Fissore, ultraottantenne, sottolinea: "L'entrare nel cantiere è stata una cosa condivisa da tutti e questo è bene che lo sappiano, è meglio raccontarlo". "Non è la prima volta - spiega - che lo diciamo, io mi ricordo dopo il 2011. Non vuol dire che tutti andiamo a tirar pietre ai poliziotti, però voglio dire che le situazioni possono degenerare". Secondo Fissore "raccontare che 'noi siamo bravi, non facciamo queste cose, sono quelli che vengono da fuori che fanno questi gesti', che voi dite inconsulti, non è vero. Siamo tutti responsabili, casomai il problema è la risposta che danno".
"Proviamo un po' di fastidio per la loro presenza qui, ma questo significa che l'avversario è debole", ha detto invece Olivero Fugera, consigliere comunale di minoranza a Giaglione riferendosi alla visita al cantiere di Chiomonte della premier Giorgia Meloni e del ministro Matteo Piantedosi. "Questi giorni sono un grande risultato per noi data la grande partecipazione al Festival e alle iniziative chiamate dal Movimento No Tav contro i cantieri, quindi continueremo così".
I valligiani, però, sembrano esasperati. Chiara, che lavora in un negozio di casalinghi a Susa, si lamenta: "Siamo stufi, ogni anno al sabato pomeriggio ci sono sempre scontri". Per Luciana "la Tav la fanno ormai, perché fanno questi attacchi? Solo per far danni". Stessa posizione della tabaccaia Ilaria: "Manifestare pacificamente è un conto, ma arrivare a questi scontri, a questa devastazione, è ben altro. Bisognerebbe controllare chi arriva qui magari già una settimana prima e si nasconde, non soltanto identificare adesso chi esce dal campeggio". E Chiomonte "è un paese che sta morendo", bloccato dai violenti.