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Gli altri fuori, per favore...

di Alessandro Sallusti sabato 8 agosto 2026

2' di lettura

Il governo spagnolo ha dato l’ultimatum a quello italiano: rimuovete la sospensione di Schengen o ci saranno ritorsioni. Roma ha risposto che il blocco resterà in vigore fino al 15 agosto. Così anche Madrid ha rimesso i controlli alle frontiere. Vedremo come finirà ma due cose è meglio chiarirle. La prima è che un cittadino spagnolo può tranquillamente entrare e circolare in Italia, sono solo stati ripristinati i controlli dei documenti per chi arriva sul nostro territorio - in particolare se di nazionalità extra Ue - con treni e aerei provenienti dalla Spagna per evitare che qualcuno delle decine di migliaia di immigrati sbarcati clandestinamente nell’enclave spagnola di Ceuta riesca a infiltrarsi sul nostro territorio. La seconda questione riguarda il motivo che ha spinto Palazzo Chigi a prendere questa decisione, motivo che va oltre i fatti di Ceuta e segna una svolta nella gestione dell’immigrazione clandestina e delle sue conseguenze anche, direi soprattutto, a lungo termine.

Per esempio per, se non evitare, almeno limitare la possibilità che la cronaca debba quotidianamente registrare fatti come quelli emersi ieri: la polizia, coordinata dalla Procura per i Minori di Milano, ha arrestato e portato in carcere un sedicenne estremista islamico di origine straniera residente nel Comasco con l’accusa di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” e di “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa”; a Ravenna quattro ragazzi di origine marocchina sono stati arrestati con l’accusa di aver ucciso a botte per futili motivi (cioè per divertirsi) Nicola Musiani, un disgraziato del posto che ha avuto l’unico torto di incrociarli all’uscita di una discoteca. Uno potrebbe dire: che c’entra la Spagna?

Nulla, c’entra il controllo alle frontiere, c’entra il diritto di decidere chi e a che condizioni fare entrare, c’entra che Schengen non è un liberi tutti ma un patto tra persone che condividono principi, diritti e doveri. Gli altri, per favore, fuori.

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