"Pur rispettando le decisioni delle altre confederazioni, il Consiglio non condivide il ricorso allo sciopero generale contro una manovra di bilancio di cui non si conosce ancora il testo. Lo sciopero generale è uno strumento di ultima istanza, che deve fondarsi su obiettivi precisi e motivazioni concrete, evitando di trasformarsi in un'iniziativa generica o ideologica. Una proclamazione anticipata rischia di confondere le finalità sindacali con quelle politiche, di indebolire il valore stesso dello sciopero e di compromettere le relazioni industriali proprio mentre è aperto il confronto sulle nuove regole".
È quanto si legge nel documento finale del consiglio generale della CISL, riunito a Roma. La CISL, si legge ancora nel documento, considera inoltre sbagliato chiedere ai lavoratori il sacrificio di una giornata di salario senza conoscere ancora i contenuti della manovra. La linea resta quella di 'negoziare per decidere', mantenendo aperta la possibilità di un'azione comune con le altre organizzazioni sindacali sui contenuti, sulle piattaforme e sulle vertenze.
"Il 20 novembre dimostreremo che la maggioranza di questo Paese chiede quel cambiamento di cui c'è bisogno. Dobbiamo partire dalla condizione materiale delle persone - ha detto Maurizio Landini - perché il nostro compito è quello di migliorare le condizioni di vita, garantendo quei diritti che la nostra costituzione sancisce, il diritto alla cura, al lavoro, alla scuola, alla giustizia sociale e alla democrazia fondata sulla partecipazione di ogni singolo cittadino. La nostra organizzazione deve mettersi a disposizione di questo processo, perché se non lo facciamo noi non c'è nessuno che lo fa".
"Abbiamo deciso di proclamare lo sciopero il 20 di novembre non a caso - ha proseguito - qualcuno dice 'non hanno ancora presentato la legge di bilancio e voi avete già proclamato lo sciopero', sì perché abbiamo già visto quello che stanno facendo. Ma c'è una cosa in più: abbiamo deciso la data del 20 novembre perché quel giorno sono chiamati alla mobilitazione tutti gli studenti europei, anche in Italia, per avere una scuola che funzioni, per poter avere un futuro, per non essere precari. Quindi - ha concluso - abbiamo bisogno che la lotta, per dare un futuro questo paese, vada in questa direzione".