Youssef Siher "ha approfittato di quanto accaduto nelle giornate del 17 e 18 ottobre per creare un gruppo Telegram di migliaia di persone (oltre 6 mila) al fine di dare corso a un progetto finalizzato a porre in essere atti delittuosi con finalità eversive al fine, di fatto, di ingenerare terrore nella popolazione". È uno dei passaggi del provvedimento firmato dalla Procura di Milano che ha portato al fermo per istigazione a delinquere aggravato dalla finalità del terrorismo. Il 30enne politologo è accusato di aver istigato "a commettere delitti contro l'ordine pubblico", in particolare di aver pubblicato "contenuti di tipo eversivo tra i quali quelli di incitamento alla rivoluzione ed all'utilizzo di tecniche di guerriglia urbana nonché comunicati finalizzati alla convocazione, in diverse piazze d'Italia, per il 24 ottobre 2026, di facinorosi, al fine di porre in essere delitti contro l'ordine pubblico".
Intanto la Procura di Genova indaga sui possibili legami tra Youssef Siher, ritenuto la mente del 'Movimento 17 ottobre', e il gruppo arrestato nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, che nel dicembre 2025 portò a sette arresti tra cui il presidente dell'Associazione palestinesi in Italia Mohammad Hannoun. La Procura sta verificando possibili contatti tra Siher e gli indagati nell'inchiesta genovese sui fondi ad Hamas dopo aver appurato che la 'mente' degli scontri di piazza a Milano era 'vicina' al movimento ProPal e aveva sostenuto gli attacchi del 7 ottobre.




