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Marco Grimaldi, "Un Salis con la barba": "Nessuna eversione", FdI lo sbrana

di Tommaso Montesanodomenica 25 ottobre 2026
Marco Grimaldi, "Un Salis con la barba": "Nessuna eversione", FdI lo sbrana

3' di lettura

Perché è così difficile riconoscere, per un esponente della “sinistra-sinistra”, che una bottiglia piena di benzina, con uno stoppino pronto per essere acceso, resta una bomba incendiaria anche nelle mani di un gruppo di quindicenni? E perché, anzi, proprio alla vigilia di un’altra manifestazione potenzialmente carica di tensione nella stessa città teatro dell’episodio, Torino, un parlamentare del Campo largo - Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs alla Camera - varca il cancello del carcere minorile “Ferrante Aporti” per incontrare i tre minori e poi, a favore di social, fuori dal penitenziario si esibisce in un discorso intriso di moralismo sulla società cattiva che ha già dipinto come «mostri» i tre aspiranti bombaroli, vittime invece della «mancanza di ascolto»?

Grimaldi, classe 1980, torinese, cresciuto politicamente appunto nella “sinistra sinistra” (Sel di Nichi Vendola, poi Sinistra italiana, ora Avs), già consigliere comunale e regionale, storicamente vicino all’area più movimentista dell’opposizione - basta ricordare la sua presenza alle proteste a sostegno di Askatasuna - torna a far discutere.

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LA GIUSTIFICAZIONE

Premessa: per lui l’argomento è sensibile. «Il disegno di Meloni è più eversivo di chi scende in piazza», ha detto ad esempio mercoledì scorso. Così venerdì scorso, qualche giorno dopo la convalida del fermo dei tre giovanissimi da parte del giudice del tribunale per i minorenni, Grimaldi ha utilizzato la sua prerogativa di parlamentare per fare un sopralluogo in carcere e incontrare i ragazzi. «Sono molto giovani e anche molto fragili», ha detto dopo la visita.

A questo conviene ricordare cosa è accaduto la scorsa settimana: i tre ragazzini dalla zona sud di Torino avevano preso un autobus, il 5, con zaini contenenti bottiglie cariche di benzina e relativi stoppini. Poi, una volta arrivati in centro, nei pressi del monumento al duca d’Aosta, in piazza Castello, avevano iniziato a tirare fuori il “materiale” prima di essere fermati dai poliziotti della Digos.

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Agli inquirenti, per difendersi, hanno spiegato come il loro intento non fosse quello di lanciare gli ordigni rudimentali, ma di provocare solo una fiammata durante la quale girare un video da postare su TikTok. Una spiegazione da verificare, ma che in ogni caso non cancella la pericolosità delle bottiglie, soprattutto considerando il contesto nel quale sono state trasportate (in mezzo a migliaia di manifestanti).

REAZIONI E IMBARAZZI

Grimaldi, però, si è concentrato su altro. Ha parlato di ragazzi spaesati, «molto giovani e anche molto fragili», che «hanno bisogno di essere reinseriti nella società», e che lui ha l’impressione che «vivano già nelle sbarre; si sentono diversi, ci dicono che non vengono ascoltati, sono stati già mostrificati». Certo, ha premesso, «c’è un procedimento penale in corso e non sta a me dare un giudizio». Ma poi lo dà: «Non hanno alcun disegno eversivo in testa».

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Parole che hanno provocato reazioni polemiche da parte del centrodestra e imbarazzi nel centrosinistra torinese. Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, sottolinea come Grimaldi abbia utilizzato il «diritto di ispezione in carcere» per riferire la versione dei fatti degli arrestati.

Ovvero che le “molotov” sarebbero state trasportate non per aggredire. Il «dovere», osserva Montaruli, «è un altro: quello di impedire che i giovani abbraccino armi, affermare che le molotov non si fabbricano, non si trasportano e non si usano e che la violenza è bandita». Durissima Silvia Fregolent, senatrice torinese di Italia Viva: «Se vai a una manifestazione con una molotov non puoi sostenere che “non volevano fare male a nessuno”. Le molotov incendiano, feriscono e possono uccidere.

Tutto chiaro, Grimaldi? Manifestare è un diritto, portare una bomba incendiaria a un corteo è una scelta violenta. E chi fa politica dovrebbe essere il primo a riconoscere questa differenza». Colpito e affondato.

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