Un'inchiesta per omicidio colposo è stata aperta in seguito alla morte di Sabrina Gigliotti, 39enne di Ostia che ha misteriosamente perso la vita quaranta giorni dopo essere stata punta da un ragno violino. In seguito all'accaduto, i fratelli della donna hanno presentato una denuncia ai carabinieri di Casal Palocco nella quale si parla di superficialità e incongruenze apparenti commesse dai medici di due ospedali: il Grassi e il Celio.
Dopo la puntura, risalente a metà settembre, Gigliotti si presenta al Grassi. Lì i medici la rassicurano parlando genericamente di una "puntura di insetto" e le prescrivono una cura a base di Augmentin. La donna segue le indicazioni dei dottori. Successivamente si reca al Celio per alcune medicazioni. La diagnosi viene confermata e, secondo i medici, non è necessaria alcuna terapia aggiuntiva. Tuttavia, le condizioni di Sabrina non migliorano, anzi. "Mia sorella - si legge nella denuncia - nonostante le medicazioni sembrava peggiorare iniziando ad accusare dolori lombari, dolori alle articolazioni inferiori, bruciore alla pancia e alla schiena".
Il 18 ottobre Gigliotti torna al Grassi. La donna cammina solamente con il supporto delle stampelle. La nuova diagnosi parla di "dolore lombare" e le viene prescritta una risonanza magnetica. Passano due giorni e le condizioni di Sabrina sono ormai disperate: "Non riusciva neppure a parlare, faticando a far fuoruscire le parole anche perché accusava una forte tosse".
Il 21 ottobre una cugina che aveva dormito con lei decide ci chiamare un'ambulanza "in quanto Sabrina non migliorava, anzi peggiorava le sue condizioni di salute". Un medico responsabile del Grassi comunicherà la gravità della situazione solo alle 13.30. Si parla di "infezione del sangue". Sabrina, intubata, viene trasferita allo Spallanzani. "La direttrice del reparto malattie infettive ci convoca riferendoci che la situazione è gravissima", si legge nella denuncia. Si parla di una necrosi, problemi al cuore, alla circolazione e ai reni. Il 25 ottobre, al San Camillo, la donna muore. L'avvocato Pablo De Luca, che assiste i familiari, dichiara: "Ho fiducia nella giustizia". La pm Eleonora Fini ha disposto l’incarico al medico legale.